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19 febbraio 2017 7 19 /02 /febbraio /2017 13:38

Ieri sera, era sabato, in streaming ho visto il film Manchester by the sea. Il terzo film che vedo che è in corsa per Oscar 2017. Primi due non mi sembravano gran che, specialmente Arrival; mi è sembrato di vedere la stessa storia raccontata l'ennesima volta. Ed anche peggio delle altre trattazioni dell'arrivo degli alieni sulla Terra. Tornando alla pellicola di ieri sera, anche quello non mi ha entusiasmato. Lenta da morire e l'attore principale totalmente spento. Su quest'ultimo so che qualcuno difenderebbe la prestazione con la tematica del film, ma a me non è piaciuta. Un film fatto bene ma noioso. Dopo, per scacciare via la noiosità il regista si è rivolto a qualche trucco. Da metà del film ogni tanto si sentiva qualche bella canzone in sottofondo e io dicevo: finalmente qualcosa di carino.

Stamattina mi sono svegliato alle 11. Complimenti a me stesso. Non ho niente di importante di fare oggi e così mi sono permesso un riposo prolungato. Lo faccio in pratica tutti i sabati e le domeniche, quando non lavoro. Non è che in settimana mi sveglio molto presto e dormo poco, perciò devo recuperare il sonno prezioso. Cerco di essere onesto con me stesso: si tratta semplicemente della pigrizia. Prima un caffè e la sigaretta mattutina. Cosa faccio adesso? Davanti a me, sul tavolino di vetro, si trova il libro di un nostro amico. Parla della vita dei contadini russi nel medioevo. SI trova qui perché mi è stato regalato dall'autore. Non ho mai pensato di leggerlo ma adesso lo sfoglio. Quasi, quasi ero meglio il film di ieri sera. Chi se ne frega come i contadini russi si difendevano dalle mosche. Dopo una pagina e mezza chiudo il libro e lo sposto sullo scafale; così non occupa più il tavolino.

Accendo il televisore. E' rimasto da ieri sera sull'entrata HDMI; collego il portatile per guardare in streaming. Scelgo uno dei canali con le notizie nonstop. Vediamo cosa succede in questo mondo. Sullo schermo trova quel signore toscano che negli ultimi 2, 3 anni si vedeva quotidianamente. Da dicembre scorso è sparito, ma sta preparando un ritorno, alla grande. Almeno così pensa lui. Capisco che si tratta dell'assemblea nazionale del PD. Mi sono svegliato in tempo per vedere l'oratore principale. Se lo sentivo per la prima volta, probabilmente mi piaceva. Così era all'inizio, prima di aver capito la sua vera natura. Si sforza di apparire umile. Un po' tutti, anche i suoi più fedeli, gli hanno contestato l'arroganza e gli hanno consigliato più umiltà. Se vide che si sta sforzando, ma ogni tanto la vera natura esce fuori. Senti che dice una cosa, ma ti sembra di sentire soltanto un continuo io, io, io... 

Tuona contro la scissione. Non perché gli dispiacerebbe, al contrario; non avere tra i piedi certa gente per lui sarebbe un dono di dio. Ma è cosciente che in questo modo perderebbe un bel po' di voti, e lui è là proprio per questo: per racimolarli tanti, in tutti i modi possibili. Dichiara che stava pensando di ritirarsi, ma dopo una profonda riflessione è arrivato alla conclusione che sarebbe una sconfitta per la democrazia. Non suo, ma della democrazia. Tradotto in italiano: lui è la democrazia. Non sono religioso, ma mi viene spontaneo di fare una preghiera al nostro creatore: fagli capire che è veramente. Non ci sarebbe niente da fare. Le persone non cambiano ma sempre pensano che quello che non sono riuscite da fare ieri potranno fare domani. Non riescono mai a capire i loro limiti. C'è un bel libro degli anni 70. Era un ottimo ragioniere, ma quando è stato promosso e diventato il capo d'ufficio si è rivelato un disastro. Si, perché per essere un ottimo impiegato ci vogliono certe caratteristiche, ma per fare il capo sono necessarie le altre.

Come piace a lui, ha iniziato a parlare dei programmi. Niente di concreto, ma così tirando fuori a caso gli argomenti (molto vaghi). Nel capo delle fonti alternative energetiche si possono affrontare le nuove sfide e creare i nuovi posti di lavoro, tuona dal palcoscenico. Ma nei tuoi mille giorni non potevi già fare queste cose ed abbassare la disoccupazione? Parole, parole, parole. Se mi riconfermate come segretario del PD ed il candidato premier per le prossime elezioni farò quello che non ho fatto prima. La gente ci cascherà, ne sono sicuro. Lui gioca su questa carta.

Ma non basta. Vista la possibilità di perdere una fetta del suo elettorato, occorre conquistare la gente che normalmente vota qualcun altro. Così cambia il registro e si trasforma in un grillo. Le parole molto dolci, toccanti, convincente, come soltanto lui sa fare. Noi vogliamo introdurre il redito della cittadinanza, perché oggi è una necessità. Occorre dare una mano a quelli meno fortunati e sostenerli nella loro ricerca di un lavoro. In faccia al fatto che non poco tempo fa diceva che questa cosa è impossibile da fare. Ma noi lo conosciamo. Il suo pensiero non è lineare, ma si curva sul lato dove si passa più facilmente.

Si dirà anche due parole sulla giustizia e sulla legalità in questo paese? Sul fatto che Italia non è un paese del diritto? Perché se lo Stato paga i suoi debiti verso i fornitori con ritardi che a volte superano 3 anni (la legge dice che il massimo è 6 mesi). Non è un bel esempio per i sudditi. Ti consegno la merce e ti devo dare anche i soldi, cioè versarti l'IVA ed aspettare mesi e anni che tu esegui la tua parte di contratto, cioè il pagamento di quello che hai ottenuta, perché dovrei sentirmi in obbligo di rispettare le leggi che tu per primo ignori? E no, di questo non si parla signori miei.
 

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1 aprile 2015 3 01 /04 /aprile /2015 17:07

Il coso duro come legno è ancora in azione. Questa volta ad Ischia. La metà è il partito che sta al governo. Tramite un suo importante esponente che fa da sindaco in quella piccola, ma tanto piacevole isoletta. C'è anche un bersaglio sporadico, ma per niente meno importante: il nostro amato e interminabile Massimo. Ragazzi, vi dicevo sempre: buttate via il vostro telefonino. E' una cosa pericolosa. Vi prendono con le mani nella melma. Qualcuno ha sfruttato un'altra parola, meno piacevole; quella cosa che proviene dal nostro corpo e contiene tutte le scorie che il nostro organismo ritiene inutili. Ma di questa cosa, appartenente agli animali che vivono nelle stalle, spesso si produce il gas biologico. Questo è il collegamento con quanto è successo e provocato l'indagine. 

 

Una cooperativa rossa ha operato in compagnia (da qui proviene la parola) di qualcun altro. Perché se si agisce insieme è più piacevole e divertente. E' un consorzio grande, con tanti dipendenti, e sulla base di questa qualità hanno deciso di prendere un albergo, vuoto per pieno. Cioè ti pago come pieno, ma gli ospiti non arrivano. Non ne sono sicuro che la spiegazione di termine è proprio quella che si usa negli affari turistici, ma descrivi perfettamente l'accaduto. Tutto è stato pagato ma la gente non si è vista. E quello duro ha concluso che sotto ci dovrà  essere qualche fregatura. Ma forse si prende un abbaglio lui, dimenticando che viviamo nei tempi moderni. Perché gli ospiti potevano soggiornare nelle stanze anche in modo virtuale, collegandosi tramite internet e guardando la bella stanza e ancora più bella vista sul panorama circostante. 

 

Secondo me, se inquirenti trovano delle webcam nelle stanze, tutto l'apparato accusatorio cade nel nulla, per logica delle cose; la gente oggi è strana e dei godimenti a volte quasi perversi. Ma dall'altra parte risparmiavano sul viaggi (albergo comunque era già pagato) e evitavano le arrabbiature con i nostri gestori dei mezzi pubblici, o delle autostrade; nel caso decidevano venire con la propria automobile. In quel caso evitavano anche le code che si formano per prendere il traghetto per l'isola. C'era anche qualche altra contestazione, tipo un posto di lavoro per qualcuno di famiglia e robe simili. Ma raga, siamo in Italia e qui il posto di lavoro si ottiene soltanto così; mica si tratta di una cosa illegale. Qualche settimana fa, anche un ministro si è avvalso di questa facoltà e mica l'hanno messo in prigione. 

 

Stavo pensando perché il duro a preso di mira quelli poveracci che volevano fare un piacere agli abitanti e fornirgli gas. Secondo me si tratta di invidia e di razzismo. Entrambe le cose, penso a gas e legno, si usano per riscaldamento. Bruciano bene entrambe le materie. Quella dura forse è più piacevole su certi aspetti, immagina un camino e profumo che si estende, ma un datata e per molti obsoleta. La civiltà significa anche il progresso, ma lui difende i vecchi valori. Mi ricordo una sua precedente battaglia, persa. Ma visto che lui non ha i soldi, i danni sono stati pagati dallo stato. Va ben, può stare, ma dopo licenzio il tizio. Non conosce bene il proprio lavoro, non è professionale, è pericoloso e mi costa una marea di quattrini. E no. Lui non ha un contratto a tutela crescente; il suo è a tutela totale, per lui. E io pago.

 

Ma torno un attimo al esponente massimo. Ieri l'hanno intervistato in strada per fargli dire la sua a proposto della faccenda. Io non ho sentito molto del su discorso. Ero concentrato sulla sua faccia e il tono della sua voce. So che questo non può essere preso come una prova in un processo, ma se fossi contrari il processo finirebbe in 5 minuti. Ha annunciato le querele. Querela chi? Il coso duro? Non credo si può querelare un magistrato. Allora i giornalisti, perché hanno trasmesso le intercettazioni dove compare una persona, il nostro esponente massimo, che non è indagato (per adesso, almeno). Ma mica colpa loro. Se qualcuno mette il materiale a disposizione del pubblico, hanno la piena facoltà e sacro santo diritto a usarlo. Nei tempi precedenti, quando governava qualcun altro, i nostri attuali esponenti suonavano tutta un'altra musica.

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8 maggio 2014 4 08 /05 /maggio /2014 12:37

Ho la sensazione che gli ultimi giorni è iniziata una campagna mediatica, ben orchestrata contro il nuovo presidente del consiglio. In quasi tutte le trasmissioni politiche, e spesso anche nei telegiornali, si esprimono le critiche sulle contradizioni tra le sue esternazioni nei vari periodi, sul fatto che delle cose promesse si è visto poco o niente. Dopo c'è la notizia che si stanno comprando 210 nuove auto blu, mentre lui sottolinea il fatto che stanno vendendo 100. Forse quelle che hanno messo in vendita sono vecchie e nuovi ministri vogliono l'ultimo modello? Alcuni mettono in dubbio anche gli 80 euro al mese per dipendenti: i tempi tecnici per cambiare le procedure e gli software che elaborano le buste paga sono relativamente lunghi, ma il decreto del governo non c'è ancora. E prima di quello, cioè dell'ufficializzazione del provvedimento, mica mi do da fare, perché potrebbero anche cambiare l'idea.

 

Io sono un suo supporter, penso a Matteo, anche se non ho mai dato il mio voto al suo partito. Non è che lui mi a incantato, anche se è bravissimo nelle sceneggiature che crea; io sono troppo saggio (per non usare un'altra parola) per cascarci di nuovo. Ma spero in lui; è troppo tardi per cercare un altro che affronti i problemi. O lo fa questo o siamo veramente a rischio, anche se è una visione un po' pessimistica la mia. Ma ogni giorno il mio indice di gradimento, verso di lui, scende un po'. L'ultima, dove appare corrotto, come maggior parte degli altri, in quanto si è fatto pagare l'affitto da un “amico”. E' strano ‘sto paese e ancora più bizzarri sono gli amici che lo abitano; ti pagano canone, versano metà dei soldi per il tuo appartamento, ovviamente di lusso. Ma dove sono? Voglio anche io un conoscente così!

 

Ho scritto la prima parte dell'articolo verso la fine del marzo e adesso siamo all'inizio del maggio. Questi che mi ospitano mi mettono la pubblicità se non posto ogni 45 giorni e a me piacciono i testi un po' più lunghi, per non avere tanti pezzi corti; pertanto faccio furbo e metto due o tre insieme, regolarmente, ma il pezzo diventa alla fine unico. La situazione nel frattempo si è evoluta, almeno nella mia testa. Il buon Matteo mi attira ogni giorno di meno perché sento che rappresenta il vecchio, anche se vestito negli abbiti rinnovati. Il pasticcio cresce ogni giorno e diventa sempre più difficile nasconderlo. Con la riforma di senato prometteva un alleggerimento delle spese di un miliardo, ma se l'istituzione rimane si risparmierà meno di 200 milioni, cioè gli stipendi, mentre tutte le altre cose rimangono.

 

Quando parte una campagna elettorale sembra che tutto altro si fermi, i problemi si accentuano, ma gli sforzi per risolverli si arrestano proprio. Tutto a conferma del fatto che la nostra dirigenza si preoccupa soltanto della propria parte posteriore e dell'appoggio che si devono procurare per l'essa. Gli stessi attori, alcuni mascherati, il copione copiato dalle pellicole precedenti, i ruoli leggermente modificati per adattarsi alla situazione, ma il concetto dell'incarico da occupare o salvaguardare rimane il motivo principale della loro presenza sulla scena politica. Per le europee ho deciso di cambiare radicalmente. Voto corpi celesti, quelli 5: mi sembra che il cielo è l'unico che ci può salvare.

 

Li voterò per protesta e perché almeno fino ad oggi non si sono macchiati come gli altri, ma non spero troppo. Qualche giorno fa hanno fatto un comizio nel comune dove abito. Pochissime persone presenti per non hanno annunciato l'evento. Ma dovevano convincere i potenziali nuovi elettori, non quelli presenti che sono già iscritti o comunque simpatizzanti. Il raduno era in piazza dove passavano le persone, i ragazzini giocavano e non lontano passa anche la ferrovia; e loro non avevano un microfono!? L'organizzazione pessima e questo già fa capire molto, anche se devo dire che gli ospiti sembravano della gente brava.

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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 16:02


Il nuovo leader del PD mi regala un po' di fiducia, ma la cautela non mi abbandona mai. Perché? Concettualmente condivido le sue esternazioni e i suoi pensieri, ma c'è qualcosa che manca. I sui punti cardine ultimamente sono la riforma elettorale e del sistema politico per ottenere un certo risparmio. Va benissimo, ma noi non viviamo da queste cose. Il risparmio proposto è d'obbligo, ma è un fiocco solo. Sul taglio delle spese in generale si parla poco e io ritengo che sia la strada maestra da seguire. E' incredibile su cosa spendono i miei soldi di contribuente. L'inefficienza dei servizi pubblici non è più sostenibile: come può la sanità in Lombardia essere positiva, mentre quella del Lazio fa un deficit annuo di 5 miliardi di euro? Basta confrontare le carte finanziarie e capire dove sono gli sprechi. Una volta individuati, non è difficile risolverli.

 

Ma nostri onorevoli sanno con l'esattezza dove sono intoppi, ma non hanno alcuna convenienza a risolverli. Ci sono delle lobby pazzesche che proteggono gli interessi dei pochi, a scapito di noi molti. Queste organizzazioni benefiche (per loro) sono anche all'interno degli schieramenti politici. Perché io devo pagare gli stipendi dei dipendenti dell'Unita e garantire il profitto ai proprietari del Corriere della sera? Parlo ovviamente del finanziamento pubblico ai giornali, il tema presente nel programma del M5S. Aumentino il prezzo per risolvere eventuali problemi economici. Ma no, è più semplice e sicuro infilare la mano nel mio portafoglio. Come si può pensare che il partito di maggioranza vuota per abolire questa legge se è direttamente coinvolto con il proprio quotidiano? Sono anche molto perplesso che i parlamentari votino abrogazione del senato e dimezzamento dei seggi nella camera. Significherebbe andare contro il proprio interesse, essere un altruista; e chi ci crede?

 

Evasori

 

Non passa molto tempo e questo argomento torna sul tappetto; ne parlano politici, giornali e spesso fa nocciolo dei discorsi che si svolgono tra le persone comuni. Lo slogan ricorrente è: paghiamo tutti ma paghiamo meno. Condivido pienamente il concetto, ma mi viene l'urticaria quando ne sento parlare perché si tratta soltanto delle parole. Occorre fare un esame dall'inizio. Le tasse esistono per pagare le spese che ha lo stato, ed è il primo punto da riconsiderare. La quantità dei sprechi è inimmaginabile, ma soltanto ultimamente certi aspetti sono usciti sulla superficie, come quelli delle spese folli dei vari assessori e consiglieri, con i soldi nostri. Dire che la colpa per le nostre difficoltà economiche è tutta nelle mani degli evasori è una grande balla! Certo che ne hanno delle responsabilità, non ci piove, ma sono anche molto comodi a chi ci governa e chi spreca perché può dare la colpa a qualcun altro.

 

Da anni si proclama la lotta spregiudicata agli evasori, ma non cambia niente. In tutto questo casino sono perfetti, gli evasori, perché sono un nemico di popolo (il popolo si è già convinto di questo) e così la responsabilità appartiene a loro. Dopo sono comodi anche per un'altra cosa molto importante e non trascurabile: sono sconosciuti. Quando li sputo, in effetti sputo a vuoto. Sarebbe molto diverso dare la colpa, per esempio, al presidente del consiglio. Lui ha il nome e il cognome, e questo non va bene per le nostre abitudini; potrebbe vendicarsi puntando il dito verso di noi, e questo sarebbe spiacevole, per noi. Perché il nostro moto è: una mano lava l'altra mano, così entrambe sono sporche, ma contemporaneamente anche pulite. Nessun altro popolo è capace di mistificare le cose noi, ma forse cominciamo ad accorgersi che questo ci costa, troppo direi.

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28 novembre 2013 4 28 /11 /novembre /2013 13:04

Fa molto freddo, in televisione direbbero come al solito esagerando che è arrivato il gelo pollare, ma il sole spacca e il celo è del tutto sereno; meno male che almeno il tempo è clemente con noi. Dicono che il freddo migliora l’umore delle persone per la concentrazione dell’ossigeno e per la presenza di ioni buoni; non mi ricordo più se sono positivi o negativi, quelli buoni intendo. Ma è la pura verità, perché negli ultimi giorni mi sono fatto delle risate buone, come si dice dal cuore.

 

La decadenza che stiamo vivendo negli ultimi decenni e arrivata ai livelli mai raggiunti fino ad ora e quelli che pensano che finirà con la decadenza di Silvio si stanno sbagliando grossolanamente. Ma partiamo dal diretto interessato che mi ha fatto morire dalla ilarità. Qualche giorno fa ha convocato una conferenza stampa dove ha presentato le prove, arrivate dagli Stati Uniti, della sua innocenza. Probabilmente la spiegazione perché le stesse non sono state presentate là dove c’entrano, in tribunale, è stata data; per essere sincero io non l’avevo sentita e comunque non ci crederei nella veridicità. Alla fine della conferenza ha rivolto un appello ai senatori di non votarlo (ma Silvio, a te i voti sono sempre piaciuti) perché farebbero un errore clamoroso, una cosa contro la democrazia, bla, bla, bla, e nel futuro avrebbero la coscienza sporca. Ha, ha, ha... Ma Berlusca, i nostri parlamentari non hanno una coscienza. Tu che ci stai là da anni dovresti saperne bene, partendo anche da te stesso.

 

Tutta ‘sta vicenda è davvero buffa. Aspettando ancora qualche giorno lui sarebbe decaduto automaticamente per l’interdizione dai pubblici uffici, un provvedimento dalla magistratura di Milano un po’ sbagliato (se io sbaglio nel mio lavoro si incavolano con me e potrebbe andare anche peggio) che dà al tizio interessato un argomento forte per dire che i magistrati sono faziosi. Ma no, non si può aspettare. Quelli della sinistra si sentono in obbligo con il proprio corpo elettorale e vogliono farli un regalo, prendersi il merito che siano stati loro a mandarlo a casa. Così 3 mesi di lavori inutili e spese che pago come al solito io. E’ ci sono quelli che scrivono con la mano sbagliata che pensano che qualcosa cambierà, che è finita l’era Berlusconiana. Ma fattemi piacere, non cambia niente. Lui è ancora là, alla guida del suo partito e il fatto che non sia seduto nel senato è una pura formalità che non influenza le sue mosse. Questo dal punto di vista politico. Guardano il suo punto di vista personale adesso è un po’ più esposto alla giustizia; non c’è l’immunità parlamentare (ma quelli si stano vaccinando per essere immuni?).

 

Ma mi sa che vinca ancora lui. Il suo partito si è spaccato in due facendo impazzire dalla gioia i suoi avversari. Tutti quelli che sono innamorati di lui, e ci sono tanti perché piace o meno bisogna riconoscere il suo carisma, continueranno a votarlo. Ma quelli che hanno iniziato ad avere qualche dubbio, e non possono votare la sinistra per le loro convinzioni personali, hanno un’altra scelta: il Nuovo centro destra. E’ la gente di indubbia provenienza ma un po’ più pacata, almeno così sembra. Guardo i sondaggi e vedo che questi due partiti messi insieme hanno guadagnato circa il 3% dei consensi e questo non è poco. Silvio, non lo fa nessuno, come lo fai tu a farmi ridere.

 

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23 dicembre 2011 5 23 /12 /dicembre /2011 12:40

Non mi ritengo una persona volgare, ma ogni tanto mi scappa, non la pipì 8anche quella, ovvio), ma qualche volgarità e se la metto nel titolo è grave. Sono passati 8 mesi da quando ho iniziato questo blog ed il mio ottimismo, riguardante la nostra cara patria, è hai minimi storici, come tra l’altro anche le borse europee. Abbiamo avuto i nostri salvatori, il governo tecnico, tanto voluto anche dal Presidente. Ci hanno riempiti la testa con tutto il pessimismo del mondo e ci hanno convinti che la barca sta per affondare. E adesso ci stanno salvando, chiedendoci tanti sacrifici. E noi, almeno molti, risultano anche contenti di stare peggio, perché evitano di stare ancora più peggio.

 

Ma voi siete convinti? Io no, per niente. Mi sembra che tutta questa offensiva, in buona parte mediatica, è servita soltanto per farci digerire le cose più facilmente, per evitare una protesta forte. Perché qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa è stato fatto da questo governo e che non poteva essere fatto da quello precedente. Forse le pensioni; là l’opposizione di Lega era troppo forte. Ed è unico punto che riesco a digerire (forse anche perché sono lontano dalla mia pensione e non ci penso molto). Ci sono i conti che non tornano e per farli tornare mettono, come di solito, le mani nelle mie tasche. Tagliare le spese, cioè gli sprechi – no! Toccare i loro stipendi e vitalizzi – no! Lo so che questi ultimi non sono tanti soldi per la cassa, ma esiste anche una questione del rispetto verso i propri elettori. Mi viene a vomitare quando vedo e sento parlare i nostri parlamentari; più ipocriti di così non si può.

 

Sanno tutti che la crisi attualmente in atto è dovuta alle speculazioni e dietro di queste stanno le banche. Ma noi scegliamo un banchiere per tirarci fuori dal fango dove ci hanno affondato i suoi simili. Diciamo che occorre ringiovanire la classe politica, ma il nuovo governo ha un’età media di 63 anni. Uno a quest’età è conservativo per definizione e non vuole cambiare niente in modo un po’ più radicale, ma qualche cambiamento radicale ci vuole.

 

Il mio ottimismo sta svanendo. Ci sono le feste questi giorni ma non si vedono molti sorrisi in giro. Il panettone non mi sembra così dolce come una volta. Ma al posto di uno, due bicchierini di spumante, me li faccio 3-4, per dimenticare (che bevo?), per non vedere come tutti gli altri. Mi sento offeso, perché scopro che la gente che voto e dieci volte peggio di me, e dovrebbe essere al contrario, dovrebbero esser più buoni, più capaci e specialmente più onesti di me. Con cavolo!

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9 novembre 2011 3 09 /11 /novembre /2011 15:25

Ho recepito una certa agitazione ieri pomeriggio in ufficio. Avevo una cosa urgente da finire ed ero molto concentrato su quello che scrivevo; si trattava di un contratto sostanzioso ed era molto inopportuno sbagliare anche una parola, ma il mio subconscio registrava una tensione diffusa. Visto che almeno avevo capito che si trattava di una votazione in parlamento, quando sono arrivato a casa verso le 7 di sera, tutto spompato, ho acceso la TV e mi sono messo ha guardare i notiziari. Avevo capito perche quella bollitura generale nella ditta dove lavoro. Là sono tutti antiberlusconiani e aspettavano con l’impazienza di vedere se è stata giunta l’ora buona per vederlo andare via. Quando si inizia parlare della politica e del governo, là si sente un enorme potenziale di odio, di ostilità verso ancora attuale primo ministro. Tutta gente anche molto familiare, religiosa, di quella che regolarmente frequenta la chiesa di domenica, ma la malevolenza gli esce fuori da tutti i pori. L’odio è la cosa più brutta che ci sia e faccio fatica che la gente tanto religiosa può avere un sentimento negativo così forte verso uno che, alla fin fine, nemmeno conoscono e che non gli ha fatto niente di male, direttamente.

 

Io, per essere sincero, l’ho votato nelle ultime elezioni, non perché mi convinceva più di tanto, ma per il semplice motivo che non vedevo le alternative. Era un voto di quelli scelgo meno peggio. E quel meno peggio purtroppo non si è fatto vedere meglio. A me delle sue faccende personali, dei suoi festini e divertimenti con le ragazze, non me ne può fregar di meno, anche se ritengo che è uscito un po’ di decenza: ma non riusciva a farsele tenere per se queste cose. Il problema è che il governo non ha fatto quasi niente, era estremamente inerte, non reagiva alle problematiche più ovvie. Ed è questo che mi preoccupa adesso: lui se ne va, ma chi mi dice che il prossimo sarà meglio? Moltissimi sostenevano che il problema era la sua persona, ma io ci credo poco che il nostro paese è arrivato qui dove si trova, accanto ai paesi decisamente più poveri e meno importanti di noi. Pensandoci e analizzando le cose di oggi e quelle di ieri, sono sempre più convinto che il problema e nel nostro tessuto culturale. A un certo punto, dopo una storia abbastanza gloriosa, oppure ci hanno informato, cioè insegnato male nelle scuole, siamo entrati in un degrado profondo. Siamo ritenuti un simbolo dell’indisciplina in tutto il mondo, all’estero spesso ci danno, con una certa simpatia perché siamo ancora buoni ospiti, dei mafiosi, un altro brutto simbolo del nostro bel paese.

 

E la gente che ci guida è stata scelta da noi, eletta democraticamente. Sono dei nostri, non sono gli alieni che si sono introdotti nella nostra società per rovinarla. E adesso bisogna scegliere un altro leader! Chi? Un tecnico? Ma fattemi piacer; si sa che i governi tecnici sono perfetti per fare di tutto e di più, degli inciucci incredibili. Perché nessuno si preoccupa minimamente per le successive elezioni e nessuno si sente in colpa se si fanno delle cose non buone. Ma comunque ognuno che entra in un governo di genere chiederà la propria parte e visto che le richieste saranno molto diverse, si faranno di quelli compromessi all’italiana che faranno dei danni per i prossimi 100 anni.

 

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26 agosto 2011 5 26 /08 /agosto /2011 11:37

Questi giorni c’è tanta carne al fuoco. Si cerca la soluzione dei problemi economici al livello mondiale e anche do noi non si scherza. Gli anni del mal governo ci hanno portato in una situazione non invidiabile alla quale occorre trovare un rimedio e ho tanti dubbi che si farà qualcosa di buono in così poco tempo. Avrei da criticare molte cose, ma la mia idea all’apertura di questo blog era di essere propositivo, di far vedere alcune cose che secondo la mia modesta opinione possono essere risolte in modo semplice. Una di queste è il problema dei precari, dei lavoratori che non hanno un posto fisso e che per questo fanno fatica ad inserirsi nella società.

 

Le proposte che si sentono ogni tanto, per esempio di incentivare le assunzioni degli interinali, non valgono niente. Sono le misure di una durata breve che a lungo termine non risolvono niente in quanto il problema è concettuale. Qui in Italia siamo molto legati al posto fisso. Questo è dovuto alla nostra cultura e alla nostra religione che impongono dei punti fissi nella vita, delle certezze e non ci danno dei strumenti spirituali e intellettuali per affrontare i cambiamenti nella vita e nella società. Un volta il nonno faceva il fabbro ed trasmetteva il mestiere al padre, che lo passava al figlio e questo insegnava i trucchi al nipote. Per centinaia di anni la società rimaneva molto statica e le generazioni nuove vivevano pressoché ugualmente come quelle precedenti.

 

Lo sviluppo della tecnologia negli ultimo 30, 50 anni è fortissimo ed il nostro modo di vivere cambia quotidianamente e radicalmente. Un personal computer è presente in tutte le case ed è molto più potente di quello che ha accompagnato i primi uomini sulla Luna, non tantissimi anni fa. Non ne parliamo dei cellulari che 40 anni fa, parliamo degli anni ’80 del secolo scorso, non si menzionavano nemmeno. Moltissimi mestieri diffusi nei secoli precedenti semplicemente sono spariti. La società è diventata molto dinamica. Non voglio entrare nel merito se questo è un bene o un male; ovvio che ci sono  pro e contro, ma questa introduzione mi serviva per dare un fondamento alla mia proposta. Visto che la società è dinamica occorre adattarsi allo sviluppo, al progresso.

 

Non possiamo chiuderci dentro i nostri confini e trascurare quello che succede nel mondo. La globalizzazione è un fatto e per poter partecipare nella corsa occorre essere pronti, flessibili e produttivi, se no ci sarà qualcun’altro che coglierà la panna dal latte. Se non hai le risorse umane adeguate, spesso è necessario trovarle sul mercato in quanto non c’è tempo per istruire quelle già a disposizione per i nuovi compiti. Se hai un picco di lavoro, una richiesta straordinaria, devi assumere più persone e quando il picco passa cosa fai con loro? Parlo ovviamente da un imprenditore, anche se in effetti non lo sono.

 

Proprio per risolvere questi problemi negli anni ’90 è stato introdotto il lavoro interinale che ha dato una mano all’economia (anche se non sembra) e all’occupazione. Eravamo sempre un fanalino di coda per quanto riguarda l’occupazione in Europa e non lo siamo più. Ma il lavoro interinale ha portato con se dei problemi, uno dei quali e l’impossibilità di fare un investimento nel futuro in quanto, per esempio, la banca non ti da il mutuo per la casa  perché anche quelli hanno i punti fissi nella testa: quando scade il tuo contratto chi mi garantisce che tu ritroverai un altro lavoro per poter restituirmi i soldi che ti ho prestato? Lavoro in una società che da dieci anni copre i picchi di lavoro con i precari: cambiano ogni 2 anni (ultimamente 3). Appena imparano qualcosa e raggiungono una certa professionalità li lasciano a casa e prendono altri. Il picco è molto lungo, ma sicuramente finisce e se li assumi cosa fai con loro dopo?

 

 

Nuova legge sul lavoro

Dobbiamo fare un passo avanti, economico, culturale, spirituale e naturale (adattamento ai nuovi tempi). Occorre fare una legge che stabilisca che da una certa data in poi tutti i nuovi assunti, a prescindere dall’età, saranno a tempo indeterminato ma anche licenziabili. Una stessa legge per i privati e per gli statali. Tutti quelli che hanno già un posto di lavoro fisso, rimangono fissi. Anche se sarebbe utile, sarebbe ovviamente impossibile estendere la legge a tutti color che si sono già acchiappati la propria poltrona. La legge stabilisce che il licenziamento può avvenire per un qualsiasi motivo, per esempio per l’insufficienza del lavoro, ma anche per l’inadeguato svolgimento dello stesso. Come oggi i dipendenti hanno l’obbligo di preavviso in funzione alla loro professionalità, la posizione e l’anzianità nella ditta, un concetto simile vallerebbe anche per gli imprenditori, per agevolare inserimento del licenziato in un'altra azienda.

 

Provo adesso ad analizzare pro e contro, contenti e scontenti, di questa legge.

 

 

Pro e contenti

Dal mio punto di vista una legge è buona se migliora la situazione globale nella società. Volevo specificare questo in quanto nelle varie discussioni ho avuto delle obiezioni tipo: “non è giusto perché se io non fossi simpatico al mio capo, mi potrebbe licenziare”. Non è escluso che ci sarebbero dei comportamenti simili, ma il capo se licenzia uno deve assumere un altro per svolgere il compito di quello antipatico e così il numero degli occupati rimane almeno invariato.

 

Sicuramente una legge del genere non aumenterebbe la disoccupazione, al contrario, molto probabilmente la diminuirebbe in quanto darebbe più liberta agli imprenditori di gestire le risorse umane. Questo è assolutamente positivo al livello globale. Tutti neoassunti sarebbero nella stessa condizione, cioè con un contratto a tempo indeterminato e questo gli agevolerebbe nei casi dovessero chiedere, per esempio, un mutuo. Le banche in questo caso potrebbero anche fare furbe e non dare i mutui, ma nel tempo tutti i dipendenti avrebbero lo stesso contratto e banche sarebbero costrette ad adattarsi alla situazione o in alternativa rinunciare ai grandi profitti che raccolgono da quest’attività e questo sicuramente non succederebbe.

 

Avendo la spada del licenziamento sulla testa, i dipendenti sarebbero molto più dedicati al loro lavoro e ci si aprirebbe alla concorrenza. Ho paura che questo suona molto male per molti di voi che leggete queste righe, ma nei tanti anni che lavoro ho visto dei comportamenti disdicevoli dei dipendenti che si rifiutavano di fare i propri doveri oppure gli facevano nei tempi lunghissimo ripetendo la frase “Comunque non mi può licenziare”, e questo non è corretto. Perché io devo pagare tutti quelli che sono seduti negli uffici e che non fanno niente, ma lo stipendio se lo prendono volentieri.

 

Gli imprenditori sarebbero contentissimi in quanto meglio di così non possono chiedere. Visto un gran favore che avrebbero avuto, si possono anche chiedere le migliori condizioni per i nuovi assunti che compenserebbero la loro licenziabilità.

 

 

Contro e scontenti

Ci sarebbe una categoria scontenta, le agenzie interinali che perderebbero una bella fetta di lavoro e sarebbero costrette a inventarsi qualcos’altro o a chiudere. Visto che loro sono intermediari e intermediazione aumenta i costi, in effetti la loro scomparsa dalla scena sarebbe positiva per la globalità dell’economia nazionale.

 

Dei contro io sinceramente non li vedo, tranne la necessità di cambiare la testa, di dover essere più flessibili e dinamici. Con una legge del genere ci si metterebbe alla pari con gli Stati Uniti e si sa che loro sono la potenza numero una del mondo anche per il fatto di essere molto flessibili e pratici.

 

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15 giugno 2011 3 15 /06 /giugno /2011 11:31

Mi ritengo di natura un ottimista, ma ho sentito di qualcuno una definizione un po’ sconvolgente che dice che l’ottimista è semplicemente un pessimista mal informato e l’informazione nel nostro paese aiuta il concetto. Ultimamente le cose dal mio punto di vista stano precipitando verso una direzione che non si sa dove ci porterà. Si sono susseguiti gli eventi che non mi piacciono per niente e che mi fanno vedere le cose in nero, o forse sarebbe meglio dire in rosso, quello molto rosso che non gradisco. Gli avvenimenti sono iniziati con le elezioni amministrative nelle quali ci sono due episodi molto forti: i ballottaggi per l’elezione dei sindaci di Milano e di Napoli.

 

Sindaci

Guardo la televisione e non ci posso credere che Milano abbia votato un comunista come sindaco, uno che sta con Vendola. Tanta felicità sui volti dei Milanesi che non so quanto sono veri Milanesi. Tante parole effervescenti e scomposte, pronunciate dal cuore e non dal cervello. Sembra ovvio che la Moratti gli stava sul coso, non riesco a capire esattamente perché, ma da qui a votare uno come Pisapia ci vuole un cervello proprio staccato, in standby totale. Non credo che quelli che l’hanno votato hanno letto il suo programma elettorale, se no non pronuncerebbero la parola “liberta” durante i festeggiamenti. Perché tutte le parole possono avere i doppi sensi.

 

Capisco un po’ meglio i Napoletani che probabilmente hanno votato un ex magistrato sperando che quello mette un po’ di ordine, giudiziario ovviamente, nel caos cittadino, nella corruzione estesa nei porri della città. Ma un magistrato entrato nella politica, come anche il suo capo, non mi garba per niente e mi porta i pensieri verso le dittature e populismi che sono i cancri della democrazia.

 

E’ in tutta questa vicenda mi ha “conquistato” Bersani che ha gridava “vittoria”, ma sotto, sotto si vedeva che anche lui ha capito che non è una vittoria del PD, ma della sinistra estrema e populista che, spero, non riuscirà mai mettersi d’accordo con quelli moderati, di sinistra o di destra, ai quali appartengo anche io.

 

Santoro

Il tizio non mi è mai piaciuto, prima di tutto perché in una televisione pubblica secondo il mio modesto parere non possono starci dei giornalisti faziosi, e lui è il sinonimo per questo termine. Non ho mai capito perché alcuni dicevano che sia bravo; ma dove sta la sua bravura. Io ho visto una sola, che non gradisco, incendiare le discussioni, provocare le risse, alzare la voce e litigare. E se a gente questo piace, salgono gli ascolti, ma diminuisce livello di tolleranza nel paese e si perde ogni voglia di parlare con gli argomenti – funziona molto meglio mandare l’avversario in quel paese. E si permette di autocandidarsi per fare il direttore generale della RAI: no grazie!

 

 

Referendum

Ma quante idiozie sono state dette intorno ai quesiti posti davanti agli elettori e quante furbizie sono state messe in atto per raggirare il popolo sovrano. La più bella era quella di Celentano, che si è esibito indecentemente anche qualche sera prima da Santoro, che ha detto più o meno, che gli Italiani hanno fatto vedere ancora una volta che son più intelligenti e più avanti rispetto agli altri popoli. Ma mi chiedo perché dobbiamo sempre offendere gli altri, perché spesso i politici citano negativamente gli altri paesi. “Ma noi non siamo in Bulgaria…” Ma cosa ti fa pensare che tu sei meglio di un Bulgaro. Già il fatto che hai detto questo mostra che almeno sei meno educato di lui, cioè Bulgaro. Tornando a Celentano, rilevo lo stesso motivo che ha Berlusconi: sono ricco, sono famoso, ma mi manca l’immortalità, cioè devo rimanere nella storia per le altre generazioni. Ma sparare delle cose insensate non aiuta questa impresa.

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