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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 16:02


Il nuovo leader del PD mi regala un po' di fiducia, ma la cautela non mi abbandona mai. Perché? Concettualmente condivido le sue esternazioni e i suoi pensieri, ma c'è qualcosa che manca. I sui punti cardine ultimamente sono la riforma elettorale e del sistema politico per ottenere un certo risparmio. Va benissimo, ma noi non viviamo da queste cose. Il risparmio proposto è d'obbligo, ma è un fiocco solo. Sul taglio delle spese in generale si parla poco e io ritengo che sia la strada maestra da seguire. E' incredibile su cosa spendono i miei soldi di contribuente. L'inefficienza dei servizi pubblici non è più sostenibile: come può la sanità in Lombardia essere positiva, mentre quella del Lazio fa un deficit annuo di 5 miliardi di euro? Basta confrontare le carte finanziarie e capire dove sono gli sprechi. Una volta individuati, non è difficile risolverli.

 

Ma nostri onorevoli sanno con l'esattezza dove sono intoppi, ma non hanno alcuna convenienza a risolverli. Ci sono delle lobby pazzesche che proteggono gli interessi dei pochi, a scapito di noi molti. Queste organizzazioni benefiche (per loro) sono anche all'interno degli schieramenti politici. Perché io devo pagare gli stipendi dei dipendenti dell'Unita e garantire il profitto ai proprietari del Corriere della sera? Parlo ovviamente del finanziamento pubblico ai giornali, il tema presente nel programma del M5S. Aumentino il prezzo per risolvere eventuali problemi economici. Ma no, è più semplice e sicuro infilare la mano nel mio portafoglio. Come si può pensare che il partito di maggioranza vuota per abolire questa legge se è direttamente coinvolto con il proprio quotidiano? Sono anche molto perplesso che i parlamentari votino abrogazione del senato e dimezzamento dei seggi nella camera. Significherebbe andare contro il proprio interesse, essere un altruista; e chi ci crede?

 

Evasori

 

Non passa molto tempo e questo argomento torna sul tappetto; ne parlano politici, giornali e spesso fa nocciolo dei discorsi che si svolgono tra le persone comuni. Lo slogan ricorrente è: paghiamo tutti ma paghiamo meno. Condivido pienamente il concetto, ma mi viene l'urticaria quando ne sento parlare perché si tratta soltanto delle parole. Occorre fare un esame dall'inizio. Le tasse esistono per pagare le spese che ha lo stato, ed è il primo punto da riconsiderare. La quantità dei sprechi è inimmaginabile, ma soltanto ultimamente certi aspetti sono usciti sulla superficie, come quelli delle spese folli dei vari assessori e consiglieri, con i soldi nostri. Dire che la colpa per le nostre difficoltà economiche è tutta nelle mani degli evasori è una grande balla! Certo che ne hanno delle responsabilità, non ci piove, ma sono anche molto comodi a chi ci governa e chi spreca perché può dare la colpa a qualcun altro.

 

Da anni si proclama la lotta spregiudicata agli evasori, ma non cambia niente. In tutto questo casino sono perfetti, gli evasori, perché sono un nemico di popolo (il popolo si è già convinto di questo) e così la responsabilità appartiene a loro. Dopo sono comodi anche per un'altra cosa molto importante e non trascurabile: sono sconosciuti. Quando li sputo, in effetti sputo a vuoto. Sarebbe molto diverso dare la colpa, per esempio, al presidente del consiglio. Lui ha il nome e il cognome, e questo non va bene per le nostre abitudini; potrebbe vendicarsi puntando il dito verso di noi, e questo sarebbe spiacevole, per noi. Perché il nostro moto è: una mano lava l'altra mano, così entrambe sono sporche, ma contemporaneamente anche pulite. Nessun altro popolo è capace di mistificare le cose noi, ma forse cominciamo ad accorgersi che questo ci costa, troppo direi.

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