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26 agosto 2011 5 26 /08 /agosto /2011 11:37

Questi giorni c’è tanta carne al fuoco. Si cerca la soluzione dei problemi economici al livello mondiale e anche do noi non si scherza. Gli anni del mal governo ci hanno portato in una situazione non invidiabile alla quale occorre trovare un rimedio e ho tanti dubbi che si farà qualcosa di buono in così poco tempo. Avrei da criticare molte cose, ma la mia idea all’apertura di questo blog era di essere propositivo, di far vedere alcune cose che secondo la mia modesta opinione possono essere risolte in modo semplice. Una di queste è il problema dei precari, dei lavoratori che non hanno un posto fisso e che per questo fanno fatica ad inserirsi nella società.

 

Le proposte che si sentono ogni tanto, per esempio di incentivare le assunzioni degli interinali, non valgono niente. Sono le misure di una durata breve che a lungo termine non risolvono niente in quanto il problema è concettuale. Qui in Italia siamo molto legati al posto fisso. Questo è dovuto alla nostra cultura e alla nostra religione che impongono dei punti fissi nella vita, delle certezze e non ci danno dei strumenti spirituali e intellettuali per affrontare i cambiamenti nella vita e nella società. Un volta il nonno faceva il fabbro ed trasmetteva il mestiere al padre, che lo passava al figlio e questo insegnava i trucchi al nipote. Per centinaia di anni la società rimaneva molto statica e le generazioni nuove vivevano pressoché ugualmente come quelle precedenti.

 

Lo sviluppo della tecnologia negli ultimo 30, 50 anni è fortissimo ed il nostro modo di vivere cambia quotidianamente e radicalmente. Un personal computer è presente in tutte le case ed è molto più potente di quello che ha accompagnato i primi uomini sulla Luna, non tantissimi anni fa. Non ne parliamo dei cellulari che 40 anni fa, parliamo degli anni ’80 del secolo scorso, non si menzionavano nemmeno. Moltissimi mestieri diffusi nei secoli precedenti semplicemente sono spariti. La società è diventata molto dinamica. Non voglio entrare nel merito se questo è un bene o un male; ovvio che ci sono  pro e contro, ma questa introduzione mi serviva per dare un fondamento alla mia proposta. Visto che la società è dinamica occorre adattarsi allo sviluppo, al progresso.

 

Non possiamo chiuderci dentro i nostri confini e trascurare quello che succede nel mondo. La globalizzazione è un fatto e per poter partecipare nella corsa occorre essere pronti, flessibili e produttivi, se no ci sarà qualcun’altro che coglierà la panna dal latte. Se non hai le risorse umane adeguate, spesso è necessario trovarle sul mercato in quanto non c’è tempo per istruire quelle già a disposizione per i nuovi compiti. Se hai un picco di lavoro, una richiesta straordinaria, devi assumere più persone e quando il picco passa cosa fai con loro? Parlo ovviamente da un imprenditore, anche se in effetti non lo sono.

 

Proprio per risolvere questi problemi negli anni ’90 è stato introdotto il lavoro interinale che ha dato una mano all’economia (anche se non sembra) e all’occupazione. Eravamo sempre un fanalino di coda per quanto riguarda l’occupazione in Europa e non lo siamo più. Ma il lavoro interinale ha portato con se dei problemi, uno dei quali e l’impossibilità di fare un investimento nel futuro in quanto, per esempio, la banca non ti da il mutuo per la casa  perché anche quelli hanno i punti fissi nella testa: quando scade il tuo contratto chi mi garantisce che tu ritroverai un altro lavoro per poter restituirmi i soldi che ti ho prestato? Lavoro in una società che da dieci anni copre i picchi di lavoro con i precari: cambiano ogni 2 anni (ultimamente 3). Appena imparano qualcosa e raggiungono una certa professionalità li lasciano a casa e prendono altri. Il picco è molto lungo, ma sicuramente finisce e se li assumi cosa fai con loro dopo?

 

 

Nuova legge sul lavoro

Dobbiamo fare un passo avanti, economico, culturale, spirituale e naturale (adattamento ai nuovi tempi). Occorre fare una legge che stabilisca che da una certa data in poi tutti i nuovi assunti, a prescindere dall’età, saranno a tempo indeterminato ma anche licenziabili. Una stessa legge per i privati e per gli statali. Tutti quelli che hanno già un posto di lavoro fisso, rimangono fissi. Anche se sarebbe utile, sarebbe ovviamente impossibile estendere la legge a tutti color che si sono già acchiappati la propria poltrona. La legge stabilisce che il licenziamento può avvenire per un qualsiasi motivo, per esempio per l’insufficienza del lavoro, ma anche per l’inadeguato svolgimento dello stesso. Come oggi i dipendenti hanno l’obbligo di preavviso in funzione alla loro professionalità, la posizione e l’anzianità nella ditta, un concetto simile vallerebbe anche per gli imprenditori, per agevolare inserimento del licenziato in un'altra azienda.

 

Provo adesso ad analizzare pro e contro, contenti e scontenti, di questa legge.

 

 

Pro e contenti

Dal mio punto di vista una legge è buona se migliora la situazione globale nella società. Volevo specificare questo in quanto nelle varie discussioni ho avuto delle obiezioni tipo: “non è giusto perché se io non fossi simpatico al mio capo, mi potrebbe licenziare”. Non è escluso che ci sarebbero dei comportamenti simili, ma il capo se licenzia uno deve assumere un altro per svolgere il compito di quello antipatico e così il numero degli occupati rimane almeno invariato.

 

Sicuramente una legge del genere non aumenterebbe la disoccupazione, al contrario, molto probabilmente la diminuirebbe in quanto darebbe più liberta agli imprenditori di gestire le risorse umane. Questo è assolutamente positivo al livello globale. Tutti neoassunti sarebbero nella stessa condizione, cioè con un contratto a tempo indeterminato e questo gli agevolerebbe nei casi dovessero chiedere, per esempio, un mutuo. Le banche in questo caso potrebbero anche fare furbe e non dare i mutui, ma nel tempo tutti i dipendenti avrebbero lo stesso contratto e banche sarebbero costrette ad adattarsi alla situazione o in alternativa rinunciare ai grandi profitti che raccolgono da quest’attività e questo sicuramente non succederebbe.

 

Avendo la spada del licenziamento sulla testa, i dipendenti sarebbero molto più dedicati al loro lavoro e ci si aprirebbe alla concorrenza. Ho paura che questo suona molto male per molti di voi che leggete queste righe, ma nei tanti anni che lavoro ho visto dei comportamenti disdicevoli dei dipendenti che si rifiutavano di fare i propri doveri oppure gli facevano nei tempi lunghissimo ripetendo la frase “Comunque non mi può licenziare”, e questo non è corretto. Perché io devo pagare tutti quelli che sono seduti negli uffici e che non fanno niente, ma lo stipendio se lo prendono volentieri.

 

Gli imprenditori sarebbero contentissimi in quanto meglio di così non possono chiedere. Visto un gran favore che avrebbero avuto, si possono anche chiedere le migliori condizioni per i nuovi assunti che compenserebbero la loro licenziabilità.

 

 

Contro e scontenti

Ci sarebbe una categoria scontenta, le agenzie interinali che perderebbero una bella fetta di lavoro e sarebbero costrette a inventarsi qualcos’altro o a chiudere. Visto che loro sono intermediari e intermediazione aumenta i costi, in effetti la loro scomparsa dalla scena sarebbe positiva per la globalità dell’economia nazionale.

 

Dei contro io sinceramente non li vedo, tranne la necessità di cambiare la testa, di dover essere più flessibili e dinamici. Con una legge del genere ci si metterebbe alla pari con gli Stati Uniti e si sa che loro sono la potenza numero una del mondo anche per il fatto di essere molto flessibili e pratici.

 

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