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20 maggio 2019 1 20 /05 /maggio /2019 16:27

Vediamo quanto mi è costata quest'esperienza. Allora, c'ero io con mia moglie, cioè 2 persone. 40 euro sabato e 40 euro domenica più la cenetta quel secondo giorno di 30 euro, per un totale 110 euro. Un po' caro per questo articolo. Ci sono quelli che scrivono le cose simili per 5 oppure 10 dollari, e lo fanno anche bene; così ho sentito. Però, c'è dietro anche una nuova esperienza, e non posso dire che non valga niente. Alla fine, non è trascurabile il fatto che ho fatto contento mia moglie. L'idea era tutta sua, come anche le attività spirituali, ma sentivo che voleva che partecipassi anche io. Dopo, per lei era comodo anche il fatto che siamo andati con la macchina, evitando i mezzi pubblici, spesso poco affidabili. Lei non ci pensa nemmeno ad entrare in città con l'auto. Era un breve corso introduttivo per un certo modo di meditazione; non mi ricordo come si chiama. Due giorni partendo alle 9:30 di mattina e finendo alle 17:30. Cavolo, 8 ore, come quando vado in ufficio. Anche l'orario indicato praticamente corrisponde alla mia giornata lavorativa. Ho passato un fine settimana lavorando.

Il primo giorno siamo arrivati con un leggere ritardo; ho messo un quarto d'ora per trovare il parcheggio. Prima osservazione; il riscaldamento è spento e fa freddo. Ci sono 2 o 3 gradi in più rispetto all'ambiente esterno. Siamo tutti testimoni che questo maggio è molto fresco. Io a casa riscaldo ancora, più di un mese dopo il limite previsto della legge regionale; c'è anche una deroga, pertanto non sono fuori legge. Mi sono portato con sé la parte inferiore della tuta, per essere più comodo. Mi cambi e tolgo anche le scarpe: siamo tutti con calzini. Il giorno dopo mi sono portato le calze invernali e stavo molto meglio. Ci troviamo in un grande appartamento dove si svolgono questi incontri e robe simili, tutte basate sulla spiritualità umana (ci sarà, credo, anche quella animale). In effetti è una sede di Mindfulness. Ho visto un documentario su questa organizzazione (non so come chiamarla esattamente) e la mia impressione è che lo scopo principali è svuotare le tasche dei seguaci. Per fortuna, il nostro maestro non fa parte; lui è un buddhista puro. 

Un monastero dove fare la meditazione

Entro nel soggiorno, una stanza grande di circa 40 metri quadri, dove si svolgerà l'attività. Tutti seduti per terra. Scelgo dei cuscini ed un posto vicino al muro; così mi potrò appoggiare. Io non sono uno che si mette in una posizione yoga e rimane così per lungo temp. La maggior parte dei partecipanti frequenta lo yoga: si vede dalle loro posizione a mezzo loto. Conto 9 femmine e 3 maschi, mia moglie ed io inclusi. Noi siamo i più anziani del gruppo. Il maestro si chiama Flavio e quest'anno compie 69 anni. Ha qualche chilo di troppo (unico) ed è seduto su una sedia. Si inizia a parlare. Una piccola introduzione perché siamo qui, auto presentazione dei presenti e chiacchiere sul tema. Passa un'ora e mezza e si parla ancora. Comincio a farmi la domanda: ma sono qui per la conversazione? Finalmente si inizia. Il primo esercizio, la meditazione in movimento. Si cammina in un cerchio, interno alla sala, è si pone la concentrazione su appoggio del piede davanti e al rialzo del tallone del piede posteriore. In effetti, si cerca la concentrazione; pensare a quello che si fa in quel momento preciso. Dopo torniamo a sederci e iniziamo l'esercizio della respirazione dove si pone l'attenzione all'ispirazione e all'espirazione, cioè su qualche effetto tattile e termico che loro producono. 

All'una si fa la pausa pranzo. Siamo stati invitati di portarci il cibo, vegetariano e di condividerlo tra di noi. Questa parola, condividere, occupa un posto importante nella filosofia buddhista. Si mangia senza parlare; il silenzio è d'oro, dicevano anche i nostri vecchi. Dopo il pranzo, c'è un collaboratore del maestro, molto più giovane anche di me, che ci fa una lezione dimostrativa di Tai Chi. In effetti, si vuole dimostrare che questa disciplina è una specie di meditazione in movimento. La lezione mi è piaciute, perché mi sono finalmente riscaldato. Alla fine, un'altra meditazione e la condivisione delle impressioni e delle sensazioni avute. Si nota che le donne hanno qualche problema a controllare il pensiero; spesso vanno in papancha (si legge papancia). Conoscevo il processo, ma ho sentito per la prima volta il nome. Vuol dire perdersi nei processi mentali disordinai che spontaneamente nascono nel nostro cervello. La meditazione è il modo per regolare il flusso del pensiero e di evitare la proliferazione, che sarebbe il nostro termine per la papancha (quest'ultima è in lingua pali).

Il secondo giorno è passato in modo molto simile. Fuori pioveva, come il giorno prima, pertanto non soffrivo di stare in uno spazio chiuso. Quel giorno eravamo in 15; due femmine ed un maschio in più, così per rispettare la proporzione. Una meditazione di mattina, relativamente complessa e lunga; quasi un'ora. Si faceva un viaggio interiore nel nostro corpo, partendo dalla testa e scendendo verso piedi, e ritornando verso l'alto, cioè il centro del petto (credo sia legato alla presenza di un chakra). Prima di andare a casa, le premiazioni, come si addice. Il maestro, a ognuno di noi ha legato al polso uno di quelli braccialetti spirituali, ci ha benedetti e ci ha detto di vivere bene la nostra vita preziosa. Io ero contento della mia crescita spirituale. Nonostante brutto tempo, lo spazio chiuso, il male nel fondo schiena per le tante ore che sono passato appoggiato su quella parte, e troppo chiacchiere, che non sempre condividevo, non mi sono innervosito e questo è un passo avanti rispetto ai tempi passati.
 

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