Si può viver meglio, più tranquilli, più sereni, senza le scosse politiche e sociali quotidiane? Provo a dare qualche proposta.
E' il giorno di Natale. Sono fuori casa mia e aspetto l'ora del pranzo; coma al solito dai miei genitori, insieme anche ai miei suoceri. Già ieri sera mi sono abbuffato ed oggi non devo ripetere la stessa pecca. Se no dovrò iniziare ad andare per i negozi di abbigliamento per scegliere i nuovi vestiti e io oddio fare lo shopping. Mi sono svegliato stamattina con la testa pulita (sono riuscito a controllarmi con il bere) e con il mio caffè mattutino stavo finendo il libro intitolato sopra.
Un collega dell'ufficio si è presentato un mese fa con il libro che mi voleva prestare: “Tu sei croato e la buona parte del libro si svolge là. Credo che sarà del tuo interesse.” Un po' diffidente ho iniziato a leggerlo, quasi mi sentivo obbligato. Molto a rilento devo dire, qualche volta prima di andare a fare il riposo notturno, mezz'oretta. Partendo per questa vacanza me lo sono portato dietro; comunque mi annoio sempre e un libro aiuta a spaccare la monotonia delle giornate. E così in tre, quattro giorni sono arrivato praticamente alla fine; ci sono circa 300 pagine. Come ammazzare il tempo d'attesa per il pasto principale dell'anno? Ho con me il mio portatile, pertanto scriviamo una recensione.
L'autore è Fulvio Ervas, nato nell'entroterra veneziano, qualche decina d'anni fa, come è scritto sull'involucro del libro. Un ottimo conoscitore della Croazia, le sue terre, i popoli ed anche la cultura slava oltre mare. Non sono un critico letterario, ma per il mio gusto scrive bene, in modo vivace e radioso, descrivendo in maniera pittoresca i luoghi e gli eventi, usando a volte le metafore insolite e le associazioni del tutto inaspettate. La lettura va avanti da sola e ci trasferisce nell'atmosfera dei posti con facilità, distaccandoci piacevolmente dalla realtà.
Nella prima parte del libro ci introduce il protagonista, l'ispettore di polizia Stucky che abita in un quartiere di Treviso. Conosciamo la sua vita quotidiana divisa tra lavoro e privato, i suoi colleghi d'ufficio, le vicine di casa, la compagna cha ha un figlio rivoluzionario. E' il mese di luglio e lui vorrebbe andare in vacanza, ma nessuno vuole venire con lui, ne sua compagna (il figlio si è rotto la gamba scrivendo un messaggio sul tetto di una carrozza di treno per la sua amica di Kiev). Lo abbandona anche lo zio Cyrus e non gli rimane che partire da solo, in compagnia di un cane che ha adottato qualche giorno prima, un salsicciotto di nome Argo.
Dall'inizio del romanzo scorre in parallelo un'altra storia, raccontata in prima persona da un Chioggiano, un capitano del peschereccio che per contrastare la crisi passa dall'altra parte dell'Adriatico dove inizialmente fa il capitano di uno yacht per turisti ma dopo scopre che ci sono anche delle altre opportunità per fare i soldi online facili e cambia il mestiere.
Stucky si fa prestare una vecchia motto e parte per la vacanza in Croazia. Finisce in un campeggio per i nudisti su un isola, perché là accettano i cani, e si gode la vacanza per qualche giorno. Ma una mattina, una ragazza del servizio trova nel bagno pubblico appeso un cameriere del campo, un Chioggiano ed il nostro eroe non può che fare il poliziotto. Le due storie convergono e finiscono ad essere una sola. Piacevole da leggere e spesso anche coinvolgente. Non è il miglior romanzo del mondo, ma posso comunque raccomandarlo dal cuore.