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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 15:54

Non ho cambiato il tema e passato alle ricette culinarie. Si tratta qui della mia cucina fisica, cioè della mobilia del locale dove si cucina e di solito anche mangia, tranne i casi dove porto il piatto nel soggiorno per godermelo mentre guardo la televisione. Allora, è andata così: mi sono alzato un sabato e mentre bevevo il caffè mattutino il mio occhio si è fermato sui pensili della cucina. C’era qualcosa di strano! Guardando meglio ho visto che il bordo non è parallelo con le piastrelle. Sono sceso in cantina e ho portato le scale. Mi sono arrampicato per vedere come stanno gli attacchi ed ovviamente là c’era il problema. L’attacchi stavano bene, ma è ceduto il supporto, cioè il cartongesso nel quale sono stati posti i fissaggi.

 

Stavo di merda perché questo significava il lavoro, togliere giù tutto, sistemare i buchi, lasciare qualche giorno che si asciughi tutto e rimontare gli elementi. Ma mia moglie stava da dio e le è venuta subito idea di non riparare niente, ma di comprare un cucina nuova. Questa già aveva più di dieci anni e sarebbe una cosa normale cambiarla, secondo lei, ovviamente. Mi è venuto anche qualche dubbio che lei si è appesa un po’ sugli elementi per aiutarli a cedere. Ma la soluzione femminile aveva anche un vantaggio; non dovevo fare quasi niente, tranne togliere i pensili perché erano pericolanti. Detto, fatto. Mezz’oretta per togliere tutto, altra mezz’oretta per portare tutto in discarica e la faccenda era finita, per quel giorno.

 

Già il giorno dopo bisognava iniziare cercare una nuova cucina. Meno male, si è mostrata un po’ indipendente nel fare una ricerca da sola e la conclusione era che bisogna andare a Mobili Veneti per fare la compera. Ma perché no l’Ikea (ci sono anche dei buoni dolcetti là)? Costa almeno 3 volte in meno. Una questione di qualità, di design e di non so cos’altro e alla fine ha vinto lei, per cambiare un po’. Qualche giorno dopo ho staccato l’assegno con la caparra e adesso bisogna aspettare soltanto due mese per averla. Il fatto gli svedesi sono molto più veloce non era accettato come un argomento valido. Storia chiusa.

 

Ma figuriamoci! Prima che arrivino i mobili occorre imbiancare la cucina. La mia osservazione che tale lavoro abbiamo fatto anno scorso non era ritenuta valida; alla fine il colore esistente non si abbinerebbe con la tonalità nuova. Ma non mi devo preoccupare, ci pensa lei a tutto, cioè a scegliere e comprare la vernice, io dovrò soltanto dare una mano per imbiancare. Va bene, con l’aiuto di qualche birra era già sicuro di sopravvivere. E’ arrivato sabato scorso e ci siamo dati da fare. Quando ho visto il colore sono rimasto senza parole: un rosso messicano, scuretto. La cosa peggiore che anche il corridoio doveva essere imbiancato (me è venuto di dire inrossato) con la stessa tonalità. Domenica sera abbiamo ultimato lavori (nel negozio sotto casa sono rimasti sforniti di birra) e adesso, ogni volta quando varco la porta della casa lascio un grido, accecato del calore dell1 tinta. Mi sembra di entrare in un casino o in un locale notturne con le donnine ed aspetto di essere avvicinato con un offerta delle prestazioni sessuali.

 

Ma non finisce qui, i miei guai continueranno fino all’arrivo della maledetta cucina. Nel frattempo, la mia cara mogliettina ha conclusa che vale la pena sistemare anche le piastrelle del pavimento: sono vecchie e mal posate. Quest’ultimo è vero, devo ammetter, ma non mi sembra una ragione sufficiente per spaccare tutto e buttare altri soldi. Tra l’altro, le piastrelle sono sempre sporche e le irregolarità non si vedono più di tanto.

 

E con questo articolo, del tutto fuori tema e fuori idea iniziale, dichiaro umilmente il fallimento del mio piccolo progettino blogistico. Visto che non riesco a sistemare le cose a casa mia, figuriamoci sulle mie capacità di migliorare l’Italia. Perciò mi rimane soltanto ad esclamare: forza Beppe! Forse tu riuscirai a portarci fuori dalla cacca, anche se sono un po’ perplesso a proposito. Dicono che tu sei un voto di protesta e che sia così. Io protesto, voglio la mia vecchia cucina e indietro anche tutti i soldi che ho speso e che dovrò ancora spendere per quella nuova.

 

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