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22 aprile 2011 5 22 /04 /aprile /2011 16:56

Ogni giorno divento un po’ più apolitico, rassegnato e cerco di non frustrami troppo. Ho diminuito al minimo la quantità delle informazioni che assorbo. I giornali, Corriere della Sera, soltanto sabato, mentre la mia dolce metà fa la spesa nel centro commerciale, io sfoglio e leggo poco. Le pagine che più attirano il mio interesse sono quelle sportive. I telegiornali quasi niente: da un po’ di tempo sono arrivato alla conclusione che fanno schifo. Ultimamente ho provato un po’ con TG La7 e per un po’ di tempo era guardabile, ma anche loro si sono persi in questo caos informativo. Non si capisce se abbiamo una generazione dei giornalisti mediocre, oppure loro si adattano alla nostra mediocrità.

 

Vedere come prima notizia un caso di omicidio, una rapina, o roba di genere, intendiamoci penso alla cronaca nera, mi manda in furia. Questo notizie vanno date alla fine del telegiornale, perché quelle importanti per la comunità, e noi in linea di massima lo siamo, sono altre: vedetevi un giornale di BBC per capire cosa intendo. Le notizie del mondo, quelle che ci fanno vedere la globalità, ci allargano la cultura generale, spesso non ci sono. Vedi CNN e capisci che nel mondo succede una marea di cose, gli eventi più svariati, ma a noi che c’è ne frega, no? Oppure non ci vogliono dare le info, per quelle sono il potere, oppure a noi non interessa proprio.

 

Tutto questo coincide perfettamente con il disordine crescente che caratterizza il nostro povero paese da anni e spesso mi chiede di che è la colpa: della classe politica o la nostra? Ho sentito dire uno che diceva che ognuno si merita quello che ha e per l’analogia il popolo si merita il governo che lo guida. Ha una logica, perché i politici fanno parte del popolo, sono dei nostri e li abbiamo votati noi Italiani. Molti di noi non hanno a che fare, ma gli altri sanno benissimo che ho ragione: hanno votato le persone che gli promettevano dei favori e alla fine non ne sono sicuri se i favori che hanno ricevuto valgono la pene disordine che si è creato.

 

E’ chiaro che spesso confronti di opinione, le proposte diversi sui modi come mandare avanti lo stato sono dovuti ai pro e contro che un argomento intrinsecamente contiene. Se la soluzione fosse univoca ci si metterebbero tutti d’accordo, oppure nemmeno questo è vero? Perché c’è anche il gusto di vincere l’avversario e mi pare che questo gusto spesso vince sulla bontà della soluzione trovata: non importa come sta la mia vacca, è importante che la tua sta male. Un autodistruttivismo (il mio processore di testo mi sottolinea la parola in rosso, ma a me piace e la lascio cosi) molto esteso, ovunque presente. Ma si può fare meglio. Questa nostra Italia ci può calzare meglio, a tutti, o almeno ad una grande maggioranza?

 

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