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18 luglio 2016 1 18 /07 /luglio /2016 11:46

Non mi viene il nome inglese di quella cosa che succede quando una banca fallisce e che hanno introdotto all’inizio di quest’anno. Si assomiglia al cognome di quel famoso calciatore gallese che gioca per Real Madrid. In mancanza del termine corretto, chiamo quella disposizione "tu paghi le cavolate che fanno le banche". E hanno applicato questa regola per le 4 banche da poco fallite. Non mi ricordo i nomi né delle banche, né il nome di uno che lavorava presso una. Mi ricordo soltanto che lui è il papà di una nostra ministra, ma come si chiama quella, non mi viene. Qualche giorno fa sento uno (il cognome mi sfugge) che lavora per l’associazione delle banche Italiane (spero che almeno questa sia giusta) che dice che il "paghi tu le cavolate degli altri" è una cosa anticostituzionale. Sono rimasto scioccato. Aspettavo qualche osservazione a proposito di qualche politico oppure una domanda relativa in uno dei talk show televisivi. Niente!

Tenendo conto che ci sono almeno due combinazione che possono uscire dall’affermazione del presidente delle banche, la prima domanda che mi sono posto: ma quelli, prima di applicare questa nuova regola europea, non hanno fatto una verifica sulla sua costituzionalità rispetto al nostro paese? Sarebbe veramente molto clamoroso. Nessun altro ha avuto questo pensiero tranne me? Oppure il presidente a fatto una dichiarazione non veritiera? In questo caso, nessuno si è chiesto perché, con quale scopo? Non è che succederà che tra qualche anno scopriamo che la normativa è davvero incostituzionale, e cosa succederà allora? Probabilmente niente. Come con la legge elettorale, che era fuori legge, che è stata applicata e tutti ancora si trovano nel parlamento, felici e contenti, aspettando i loro vitalizzi.

Qualche giorno dopo ho visto un approfondimento politico che si chiama, tipo una cosa chiusa con le sbarre ma comunque aperta (quest’ultima parola in inglesa. C’era un giornalista in piedi che spiegava il collegamento di una delle più grandi banche del mondo, statunitense, con il nostro governo. Nel 2013, la banca in questione ha prodotto un documento dove critica le costituzioni dei paesi del sud di Europa. Secondo la banca, loro costituzioni sono troppo socialiste e danno troppe garanzie ai lavoratori. Bisognerebbe cambiarle. Ma il nostro governo ha un legame forte con quella banca. Il nostro Matteo (ecco uno che mi ricordo) è un grande amici del ex capo del governo britannico, quello che negli ultimi giorni è stato sputtanato dal parlamento per aver fatto una guerra che non doveva fare. E’ lui è un esponente dello spicco della banca in questione. Alla stessa banca, il nostro governo ha affidato la consulenza per la liquidazione delle quattro banche prima menzionate. E guarda un po’, noi stiamo cambiando la nostra carta costituzionale.

Il giornalista che raccontava la storia è stato ripreso con una camera "mossa", il giornalista parlava in un modo abbastanza divertente ed umoristico. Finito il suo intervento, sono passati ad un altro argomento. Ma questo qui non meritava qualche approfondimento serio? Così sono rimasto a bocca aperta (forse la cosa è conosciuta a tutti, ma io ero ignaro) e alla fine non sapevo che peso dare alle informazioni appena ricevuto.

Un po’ di tempo prima di tutto questo è successo che i britannici, ancora loro, hanno votato per uscire dall’Unione Europea. Per in ostri governanti era un evento fantastico. Hanno aperto gli scrigni e sono usciti tutti i problemi delle nostre banche. Ovvio, colpa degli inglesi. Mi sa che i nostri collegamenti con l’UE sono le scusanti perfette per le nostre inefficienze.

Alla fine, vorrei toccare un argomento un po’ diverso, anche se è collegato comunque alle banche. Quella di Siena, quando sono uscite le notizie negative, ha perso in Borsa, in due giorni quasi 30 percento. Dopo questo tonfo spaventoso, l’organo che controlla la borsa (che spesso mi viene di nominare un altro organo) ha vietato le vendite a scoperto dei titoli di tale banca. Il risultato immediato un recupero del 6-7%. Conosco da tempo che in borse, come anche nel Forex, si possono vendere le cose che non si possiedono. Si tratta di una cosa senza senso, tranne quello speculativo. Questa normativa, voluta da poteri finanziari, che gli permette di padroneggiare i mercati a loro piacimento, fa decisamente male alla società, penso a quella generale alla quale tutti apparteniamo. La soluzione sarebbe semplice: cancellarla. Ma figuriamoci, se qualcuno è ben intenzionato, quella non doveva nemmeno mai essere messa in vigore. Ma visto che c’è, e non c’è un modo di toglierla, vuol dire che in giro ci sono quelli mal intenzionati, senza nome.

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