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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 13:33
La guerra

Signor Marco è un consulente giudiziario, l'esperto e il perito per le armi da fuoco, ex membro di una squadra antiterrorismo e l'ispettore di polizia in pensione. Ci ha concesso l'autorizzazione di riportare qui alcune sue riflessioni sugli attacchi terroristici del venerdì scorso.

La prima cosa che vorrei sottolineare è che è fuori luogo chiamare gli attacchi avvenuti a Parigi semplice terrorismo. E' una fallacia pericolosa. Qui si tratta di un attacco non convenzionale, che possiamo vedere come una guerra, ma asimmetrica. Questo significa che si attacca un nemico molto più potente in un modo non aspettato e si provocano grandi danni. La seconda cosa è il mito che si tratta dei combattenti altamente addestrati. Per quel tipo di assalto sono importanti soltanto un buona indottrinazione e motivazione, mentre dal punto di vista professionale non si può parlare di un addestramento professionale. L'attacco, come quello avvenuto a Parigi, può compiere chiunque a condizione di avere dietro una logistica, cioè le armi e l'esplosivo. Ritengo che si tratta della stessa matrice già usata nei vari attentati in Europa e nel nord Africa.

Molti esperti dicono che tale tipo di aggressione è difficile da impedire, ma secondo me l'intelligence francese non ha svolto bene il proprio compito. E' inconcepibile che il sistema non ha fatto un passo in avanti e alzato il livello di attenzione dopo il massacro successo nella redazione di Charlie Hebdo dieci mesi fa. E non parlo di quello che è successo quando gli assalti erano iniziati, perché quando l'attacco comincia non si può fare più di tanto: si può controattacare e sperare che le cose vadano bene. L'unica cosa importante in questi casi è la prevenzione e la struttura di sicurezza e di intelligenze dello stato francese hanno fallito completamente. Loro fanno parte della coalizione americana negli attacchi contro lo stato islamico nel Medio Oriente, hanno condotto l'azione sulla Libia e ricevono le minace quotidiane. Perlopiù, hanno già subito un pesante atto terroristico quest'anno. E' importante anche sapere che questo nuovo evento è avvenuto mentre la polizia e l'intelligence erano allertati per il Summit sul clima che tra poco si svolgerà a Parigi. Inoltre, il luogo di uno degli attacchi era molto vicino al posto dove si trovava il presidente francese.

Il filo come difesa contro il terrorismo – una sciocchezza

Non è possibile guardare la Francia fuori del contesto europeo. Tutta l'Europa ha questo problema ed è, nonostante moltissimi investimenti, molto vulnerabile per quanto riguarda gli attacchi terroristici. I soldi si investono in amministrazione e burocrazia e si tagliano le spesse per il lavoro concreto dell'intelligence. Consideriamo l'agenzia Frontex, responsabile delle frontiere europee. Tra gli impiegati non c'è nemmeno un agente, ma soltanto i burocrati e in questo modo non è possibile proteggere le frontiere. L'idea di alcuni paesi di alzare i recinti come una barriera contro il terrorismo è un nonsense. Avrebbe un minimo senso alzare una barriera tra Turchia ed Europa, ma così ha soltanto una funzione tecnica, di indirizzare i profughi verso i punti dove è possibile eseguire i controlli sugli immigranti.

Se i soldi spesi per alzare le barriere fossero stati investiti nei mezzi e nel personale dell'intelligenze, il risultato nella lotta contro il terrorismo sarebbe stato molto più importante, ma si tratta delle decisioni politiche che spesso non hanno niente da vedere con il problema reale; frequentemente si tratta delle opportunità di cogliere maggior consenso tra i cittadini che si spera di diventare anche una vittoria elettorale.

Published by italiamigliore
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1 aprile 2015 3 01 /04 /aprile /2015 17:07

Il coso duro come legno è ancora in azione. Questa volta ad Ischia. La metà è il partito che sta al governo. Tramite un suo importante esponente che fa da sindaco in quella piccola, ma tanto piacevole isoletta. C'è anche un bersaglio sporadico, ma per niente meno importante: il nostro amato e interminabile Massimo. Ragazzi, vi dicevo sempre: buttate via il vostro telefonino. E' una cosa pericolosa. Vi prendono con le mani nella melma. Qualcuno ha sfruttato un'altra parola, meno piacevole; quella cosa che proviene dal nostro corpo e contiene tutte le scorie che il nostro organismo ritiene inutili. Ma di questa cosa, appartenente agli animali che vivono nelle stalle, spesso si produce il gas biologico. Questo è il collegamento con quanto è successo e provocato l'indagine. 

 

Una cooperativa rossa ha operato in compagnia (da qui proviene la parola) di qualcun altro. Perché se si agisce insieme è più piacevole e divertente. E' un consorzio grande, con tanti dipendenti, e sulla base di questa qualità hanno deciso di prendere un albergo, vuoto per pieno. Cioè ti pago come pieno, ma gli ospiti non arrivano. Non ne sono sicuro che la spiegazione di termine è proprio quella che si usa negli affari turistici, ma descrivi perfettamente l'accaduto. Tutto è stato pagato ma la gente non si è vista. E quello duro ha concluso che sotto ci dovrà  essere qualche fregatura. Ma forse si prende un abbaglio lui, dimenticando che viviamo nei tempi moderni. Perché gli ospiti potevano soggiornare nelle stanze anche in modo virtuale, collegandosi tramite internet e guardando la bella stanza e ancora più bella vista sul panorama circostante. 

 

Secondo me, se inquirenti trovano delle webcam nelle stanze, tutto l'apparato accusatorio cade nel nulla, per logica delle cose; la gente oggi è strana e dei godimenti a volte quasi perversi. Ma dall'altra parte risparmiavano sul viaggi (albergo comunque era già pagato) e evitavano le arrabbiature con i nostri gestori dei mezzi pubblici, o delle autostrade; nel caso decidevano venire con la propria automobile. In quel caso evitavano anche le code che si formano per prendere il traghetto per l'isola. C'era anche qualche altra contestazione, tipo un posto di lavoro per qualcuno di famiglia e robe simili. Ma raga, siamo in Italia e qui il posto di lavoro si ottiene soltanto così; mica si tratta di una cosa illegale. Qualche settimana fa, anche un ministro si è avvalso di questa facoltà e mica l'hanno messo in prigione. 

 

Stavo pensando perché il duro a preso di mira quelli poveracci che volevano fare un piacere agli abitanti e fornirgli gas. Secondo me si tratta di invidia e di razzismo. Entrambe le cose, penso a gas e legno, si usano per riscaldamento. Bruciano bene entrambe le materie. Quella dura forse è più piacevole su certi aspetti, immagina un camino e profumo che si estende, ma un datata e per molti obsoleta. La civiltà significa anche il progresso, ma lui difende i vecchi valori. Mi ricordo una sua precedente battaglia, persa. Ma visto che lui non ha i soldi, i danni sono stati pagati dallo stato. Va ben, può stare, ma dopo licenzio il tizio. Non conosce bene il proprio lavoro, non è professionale, è pericoloso e mi costa una marea di quattrini. E no. Lui non ha un contratto a tutela crescente; il suo è a tutela totale, per lui. E io pago.

 

Ma torno un attimo al esponente massimo. Ieri l'hanno intervistato in strada per fargli dire la sua a proposto della faccenda. Io non ho sentito molto del su discorso. Ero concentrato sulla sua faccia e il tono della sua voce. So che questo non può essere preso come una prova in un processo, ma se fossi contrari il processo finirebbe in 5 minuti. Ha annunciato le querele. Querela chi? Il coso duro? Non credo si può querelare un magistrato. Allora i giornalisti, perché hanno trasmesso le intercettazioni dove compare una persona, il nostro esponente massimo, che non è indagato (per adesso, almeno). Ma mica colpa loro. Se qualcuno mette il materiale a disposizione del pubblico, hanno la piena facoltà e sacro santo diritto a usarlo. Nei tempi precedenti, quando governava qualcun altro, i nostri attuali esponenti suonavano tutta un'altra musica.

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25 novembre 2014 2 25 /11 /novembre /2014 17:02

Prima mi trattengo un momentino sul risultato elettorale, affrontato nel periodo preelettorale nell'articolo precedente. Ho votato come avevo annunciato e ho avuto una grande delusione, non tanto per il mancato successo degli alberghieri a 5 corpi celesti luccicanti, ma per quell'incredibile percentuale raggiunta dal indiscusso vincitore. Da anni lo stato delle cose peggiora per quasi tutti noi e noi comunque, con un'incredibile testardaggine (ed una stupida speranza), continuiamo a dare il potere a quelli che ci hanno portato qui dove siamo, nel fango. E' il puro egoismo, perché pensiamo soltanto a noi stessi, per sopravvivere questi momenti in qualche modo (qui parlo soprattutto dei pensionati), senza pensare a un domani, ai nostri figli e i nostri nipoti.

 

Sono sempre più convinto che siamo un paese degli egoisti, che non ci importa niente che di noi, nel nostro piccolo ed anche nel nostro grande. Questi giorni hanno trovato l'assassino della ragazzina, successo 3 anni fa, se non erro. Il ministro degli interni il primo a dare la notizia, contro la volontà dei magistrati che chiedevano riserbo. Perché l'Italiano volevano sapere! Ma se lo sapranno 5 giorni fa cosa cambia, dopo più di mille già passati? E no, io sona al capo di un importante reparto e mi prendo i meriti per qualcosa che non è mio. Dopo guardo il giornale: i primi 15 minuti sul tema, i prossimi 15 sulla politica italiana e qualche altro crimine commesso e basta. Niente, zero assoluto sugli avvenimenti nel mondo; chi se ne frega, a noi non interessa cosa succede in Iraq. Alla fine il calcio; sono in corso i mondiali in Brasile. Notizie relative alla nostra squadra, che non può giocare il prossimo incontro, come è l'umore dei giocatori e basta. Ma il pomeriggio si è giocata una partita. Dare il risultato della stesso? No! Non c'entra con noi, non è del nostro interesse. Ecco perché ogni tanto si vede che quando ci fanno delle domande sulla cultura generale usciamo fuori come totali ignoranti. Perché non ci informano. Ma sembra che a noi sta pure bene così. Oppure ci hanno condizionato di essere così?

 

Energia

Si parla molto dell'energia pulita, quella proveniente dal sole, dal vento, dal movimento che provocano le onde del mare. E le informazioni che girano non sono mai complete, come sarebbe giusto: gli elementi positivi, le conseguenza negative, la valutazione economica. In funzione al soggetto, contrario o favorevole ai tali fonti, i fatti negativi semplicemente vengono tralasciati. Mi sono imbattuto in uno studio su impatto ambientale delle varie fonti energetiche con un confronto dei risultati ottenuti. Ma per valutare l'inquinamento, sono stati presi in considerazione tutti i parametri, non soltanto quelli ovvi, presenti durante lo sfruttamento: sono stati stimati anche gli inquinamenti durante la produzione e lo smaltimento dell'impianto stesso.

energia.jpg

Il risultato è molto sorprendente in quanto fa vedere sostanziale equilibrio l'inquinamento che producono varie fonti, incluse anche le centrale termiche e nucleari; queste ultime sono più impattanti, ma soltanto del 20 percento circa, rispetto a quelle a carbone. Interessante è il fatto che le macchine ad energia elettrica inquinano globalmente il 3% in più rispetto ad una macchina moderna, con motore euro 4, che usa la benzina. Certo, esiste anche il fatto che l'inquinamento di produzione e di smontaggi è quello prevalente ed è concentrato fuori città dove oggi abbiamo grossi problemi con lo smog, ma le rose non sono così rosse come sembrano e gli ambientalisti dovrebbero allargare le loro vedute e rendersi conto che il problema principale è lo stile di vita di oggi, non soltanto i mezzi che lo accompagnano.

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8 maggio 2014 4 08 /05 /maggio /2014 12:37

Ho la sensazione che gli ultimi giorni è iniziata una campagna mediatica, ben orchestrata contro il nuovo presidente del consiglio. In quasi tutte le trasmissioni politiche, e spesso anche nei telegiornali, si esprimono le critiche sulle contradizioni tra le sue esternazioni nei vari periodi, sul fatto che delle cose promesse si è visto poco o niente. Dopo c'è la notizia che si stanno comprando 210 nuove auto blu, mentre lui sottolinea il fatto che stanno vendendo 100. Forse quelle che hanno messo in vendita sono vecchie e nuovi ministri vogliono l'ultimo modello? Alcuni mettono in dubbio anche gli 80 euro al mese per dipendenti: i tempi tecnici per cambiare le procedure e gli software che elaborano le buste paga sono relativamente lunghi, ma il decreto del governo non c'è ancora. E prima di quello, cioè dell'ufficializzazione del provvedimento, mica mi do da fare, perché potrebbero anche cambiare l'idea.

 

Io sono un suo supporter, penso a Matteo, anche se non ho mai dato il mio voto al suo partito. Non è che lui mi a incantato, anche se è bravissimo nelle sceneggiature che crea; io sono troppo saggio (per non usare un'altra parola) per cascarci di nuovo. Ma spero in lui; è troppo tardi per cercare un altro che affronti i problemi. O lo fa questo o siamo veramente a rischio, anche se è una visione un po' pessimistica la mia. Ma ogni giorno il mio indice di gradimento, verso di lui, scende un po'. L'ultima, dove appare corrotto, come maggior parte degli altri, in quanto si è fatto pagare l'affitto da un “amico”. E' strano ‘sto paese e ancora più bizzarri sono gli amici che lo abitano; ti pagano canone, versano metà dei soldi per il tuo appartamento, ovviamente di lusso. Ma dove sono? Voglio anche io un conoscente così!

 

Ho scritto la prima parte dell'articolo verso la fine del marzo e adesso siamo all'inizio del maggio. Questi che mi ospitano mi mettono la pubblicità se non posto ogni 45 giorni e a me piacciono i testi un po' più lunghi, per non avere tanti pezzi corti; pertanto faccio furbo e metto due o tre insieme, regolarmente, ma il pezzo diventa alla fine unico. La situazione nel frattempo si è evoluta, almeno nella mia testa. Il buon Matteo mi attira ogni giorno di meno perché sento che rappresenta il vecchio, anche se vestito negli abbiti rinnovati. Il pasticcio cresce ogni giorno e diventa sempre più difficile nasconderlo. Con la riforma di senato prometteva un alleggerimento delle spese di un miliardo, ma se l'istituzione rimane si risparmierà meno di 200 milioni, cioè gli stipendi, mentre tutte le altre cose rimangono.

 

Quando parte una campagna elettorale sembra che tutto altro si fermi, i problemi si accentuano, ma gli sforzi per risolverli si arrestano proprio. Tutto a conferma del fatto che la nostra dirigenza si preoccupa soltanto della propria parte posteriore e dell'appoggio che si devono procurare per l'essa. Gli stessi attori, alcuni mascherati, il copione copiato dalle pellicole precedenti, i ruoli leggermente modificati per adattarsi alla situazione, ma il concetto dell'incarico da occupare o salvaguardare rimane il motivo principale della loro presenza sulla scena politica. Per le europee ho deciso di cambiare radicalmente. Voto corpi celesti, quelli 5: mi sembra che il cielo è l'unico che ci può salvare.

 

Li voterò per protesta e perché almeno fino ad oggi non si sono macchiati come gli altri, ma non spero troppo. Qualche giorno fa hanno fatto un comizio nel comune dove abito. Pochissime persone presenti per non hanno annunciato l'evento. Ma dovevano convincere i potenziali nuovi elettori, non quelli presenti che sono già iscritti o comunque simpatizzanti. Il raduno era in piazza dove passavano le persone, i ragazzini giocavano e non lontano passa anche la ferrovia; e loro non avevano un microfono!? L'organizzazione pessima e questo già fa capire molto, anche se devo dire che gli ospiti sembravano della gente brava.

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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 16:02


Il nuovo leader del PD mi regala un po' di fiducia, ma la cautela non mi abbandona mai. Perché? Concettualmente condivido le sue esternazioni e i suoi pensieri, ma c'è qualcosa che manca. I sui punti cardine ultimamente sono la riforma elettorale e del sistema politico per ottenere un certo risparmio. Va benissimo, ma noi non viviamo da queste cose. Il risparmio proposto è d'obbligo, ma è un fiocco solo. Sul taglio delle spese in generale si parla poco e io ritengo che sia la strada maestra da seguire. E' incredibile su cosa spendono i miei soldi di contribuente. L'inefficienza dei servizi pubblici non è più sostenibile: come può la sanità in Lombardia essere positiva, mentre quella del Lazio fa un deficit annuo di 5 miliardi di euro? Basta confrontare le carte finanziarie e capire dove sono gli sprechi. Una volta individuati, non è difficile risolverli.

 

Ma nostri onorevoli sanno con l'esattezza dove sono intoppi, ma non hanno alcuna convenienza a risolverli. Ci sono delle lobby pazzesche che proteggono gli interessi dei pochi, a scapito di noi molti. Queste organizzazioni benefiche (per loro) sono anche all'interno degli schieramenti politici. Perché io devo pagare gli stipendi dei dipendenti dell'Unita e garantire il profitto ai proprietari del Corriere della sera? Parlo ovviamente del finanziamento pubblico ai giornali, il tema presente nel programma del M5S. Aumentino il prezzo per risolvere eventuali problemi economici. Ma no, è più semplice e sicuro infilare la mano nel mio portafoglio. Come si può pensare che il partito di maggioranza vuota per abolire questa legge se è direttamente coinvolto con il proprio quotidiano? Sono anche molto perplesso che i parlamentari votino abrogazione del senato e dimezzamento dei seggi nella camera. Significherebbe andare contro il proprio interesse, essere un altruista; e chi ci crede?

 

Evasori

 

Non passa molto tempo e questo argomento torna sul tappetto; ne parlano politici, giornali e spesso fa nocciolo dei discorsi che si svolgono tra le persone comuni. Lo slogan ricorrente è: paghiamo tutti ma paghiamo meno. Condivido pienamente il concetto, ma mi viene l'urticaria quando ne sento parlare perché si tratta soltanto delle parole. Occorre fare un esame dall'inizio. Le tasse esistono per pagare le spese che ha lo stato, ed è il primo punto da riconsiderare. La quantità dei sprechi è inimmaginabile, ma soltanto ultimamente certi aspetti sono usciti sulla superficie, come quelli delle spese folli dei vari assessori e consiglieri, con i soldi nostri. Dire che la colpa per le nostre difficoltà economiche è tutta nelle mani degli evasori è una grande balla! Certo che ne hanno delle responsabilità, non ci piove, ma sono anche molto comodi a chi ci governa e chi spreca perché può dare la colpa a qualcun altro.

 

Da anni si proclama la lotta spregiudicata agli evasori, ma non cambia niente. In tutto questo casino sono perfetti, gli evasori, perché sono un nemico di popolo (il popolo si è già convinto di questo) e così la responsabilità appartiene a loro. Dopo sono comodi anche per un'altra cosa molto importante e non trascurabile: sono sconosciuti. Quando li sputo, in effetti sputo a vuoto. Sarebbe molto diverso dare la colpa, per esempio, al presidente del consiglio. Lui ha il nome e il cognome, e questo non va bene per le nostre abitudini; potrebbe vendicarsi puntando il dito verso di noi, e questo sarebbe spiacevole, per noi. Perché il nostro moto è: una mano lava l'altra mano, così entrambe sono sporche, ma contemporaneamente anche pulite. Nessun altro popolo è capace di mistificare le cose noi, ma forse cominciamo ad accorgersi che questo ci costa, troppo direi.

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28 novembre 2013 4 28 /11 /novembre /2013 13:04

Fa molto freddo, in televisione direbbero come al solito esagerando che è arrivato il gelo pollare, ma il sole spacca e il celo è del tutto sereno; meno male che almeno il tempo è clemente con noi. Dicono che il freddo migliora l’umore delle persone per la concentrazione dell’ossigeno e per la presenza di ioni buoni; non mi ricordo più se sono positivi o negativi, quelli buoni intendo. Ma è la pura verità, perché negli ultimi giorni mi sono fatto delle risate buone, come si dice dal cuore.

 

La decadenza che stiamo vivendo negli ultimi decenni e arrivata ai livelli mai raggiunti fino ad ora e quelli che pensano che finirà con la decadenza di Silvio si stanno sbagliando grossolanamente. Ma partiamo dal diretto interessato che mi ha fatto morire dalla ilarità. Qualche giorno fa ha convocato una conferenza stampa dove ha presentato le prove, arrivate dagli Stati Uniti, della sua innocenza. Probabilmente la spiegazione perché le stesse non sono state presentate là dove c’entrano, in tribunale, è stata data; per essere sincero io non l’avevo sentita e comunque non ci crederei nella veridicità. Alla fine della conferenza ha rivolto un appello ai senatori di non votarlo (ma Silvio, a te i voti sono sempre piaciuti) perché farebbero un errore clamoroso, una cosa contro la democrazia, bla, bla, bla, e nel futuro avrebbero la coscienza sporca. Ha, ha, ha... Ma Berlusca, i nostri parlamentari non hanno una coscienza. Tu che ci stai là da anni dovresti saperne bene, partendo anche da te stesso.

 

Tutta ‘sta vicenda è davvero buffa. Aspettando ancora qualche giorno lui sarebbe decaduto automaticamente per l’interdizione dai pubblici uffici, un provvedimento dalla magistratura di Milano un po’ sbagliato (se io sbaglio nel mio lavoro si incavolano con me e potrebbe andare anche peggio) che dà al tizio interessato un argomento forte per dire che i magistrati sono faziosi. Ma no, non si può aspettare. Quelli della sinistra si sentono in obbligo con il proprio corpo elettorale e vogliono farli un regalo, prendersi il merito che siano stati loro a mandarlo a casa. Così 3 mesi di lavori inutili e spese che pago come al solito io. E’ ci sono quelli che scrivono con la mano sbagliata che pensano che qualcosa cambierà, che è finita l’era Berlusconiana. Ma fattemi piacere, non cambia niente. Lui è ancora là, alla guida del suo partito e il fatto che non sia seduto nel senato è una pura formalità che non influenza le sue mosse. Questo dal punto di vista politico. Guardano il suo punto di vista personale adesso è un po’ più esposto alla giustizia; non c’è l’immunità parlamentare (ma quelli si stano vaccinando per essere immuni?).

 

Ma mi sa che vinca ancora lui. Il suo partito si è spaccato in due facendo impazzire dalla gioia i suoi avversari. Tutti quelli che sono innamorati di lui, e ci sono tanti perché piace o meno bisogna riconoscere il suo carisma, continueranno a votarlo. Ma quelli che hanno iniziato ad avere qualche dubbio, e non possono votare la sinistra per le loro convinzioni personali, hanno un’altra scelta: il Nuovo centro destra. E’ la gente di indubbia provenienza ma un po’ più pacata, almeno così sembra. Guardo i sondaggi e vedo che questi due partiti messi insieme hanno guadagnato circa il 3% dei consensi e questo non è poco. Silvio, non lo fa nessuno, come lo fai tu a farmi ridere.

 

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16 luglio 2013 2 16 /07 /luglio /2013 16:29

Davvero, come? Avete mai pensato, anatomia a parte, che cosa ci rende donne? Diventare una donna è, più o meno come diventare una celebrità. Fino a tredici anni si è in una sorta di anonimato, interrotto da un improvviso interesse di cui diventiamo oggetto. Tutto ad un tratto veniamo bombardate dalle domande: Che taglia porti? L'hai già fatto? Vuoi dormire con me? Hai la carta d'identità? Ti va di fare un tiro? Ti vedi con qualcuno? Usi la protezione? Sei capace di portare i tacchi? Chi sono i tuoi idoli? Fai la depilazione brasiliana? Che tipo di pornografia ti piace? Vorresti sposarti? Quando pensi di fare figli? Sei una femminista? Cosa vuoi fare? CHI SEI?

 

Avete presente quella sensazione quando incontrate qualcuno, casualmente, ad una festa (o facendo la coda per il bagno, situazione tipica delle donne) e siete invase da quell'inspiegabile senso di "riconoscimento"? Quando siete d'accordo con tutto quello che vi viene detto, in più avete la chiara sensazione che vi stanno leggendo nella mente? Quando, non vi è chiaro perché non siete imparentate con quella persona e vi chiedete perché non vi siete incontrate prima? Quando vi sembra che quel qualcuno è la prova vivente che non siete:

 

a) uniche al mondo a pensarla così
b) pazze
c) insieme dei due punti suesposti

 

Leggendo il libro di Caitlin Moran, titolo originale "How to be a woman", tradotto, "Ci vogliono le palle per essere una donna", ho trovato quella persona, la mia sorella spirituale: coraggiosa, intelligente, spiritosa e senza peli sulla lingua, una donna che non ha vergogna di dire che cosa la rende femminile e chiamare tutte le cose con il loro vero nome.

 

"Il problema con la parola ‘vagina’ è che porta sfortuna. Soltanto un masochista vorrebbe averla, dato che le capitano cose terribili. Le vagine si ‘esplorano’ e controllano. All'interno si cercano le prove. I serial killer lasciano tracce all'interno per beffarsi dell'ispettore Morseu, come se le vagine fossero degli scaffali in corridoio sui quali appoggi le chiavi e qualche spiccio. Nessuno vorrebbe una così per se stessa. No, chiariamo da subito un concetto, io in realtà non ho la vagina. Mai avuta. Personalmente, ho la figa. A volte è fiorellino o farfallina ma nella maggior parte dei casi, resta, figa. Se vi dicessi cosa ho nelle mie parti basse, le vecchie signore e i preti potrebbero svenire. Mi piace come le persone restano indignate se chiami le tue parti intime con il loro vero nome. E' come se nelle mutande avessi una bomba nucleare, o una tigre oppure un fucile."

 

""Le tette", naturalmente, non possono avere il cancro o allattare. No. Servono solo per fare su e giù dal petto delle donne tra l'età di quattordici e trenta due: in seguito diventano troppo molli e probabilmente scompaiono dalla faccia della terra e partono per lo spazio, forse per diventare, finalmente parte integrante dei giganteschi anelli di Saturno.
Neanche la parola seno va bene. Di solito se ne sente parlare in un contesto negativo. Simile alla vagina, il seno serve per essere esplorato e per avere il cancro. La mia sorella spirituale, non pensate che non le abbia già chiesto amicizia su facebook (sapete come noi donne ci innamoriamo una dell'altra), ha qualche parola saggia anche riguardo alle relazioni:

 

"Potete sempre capire quando una donna sta con l'uomo sbagliato, perché ha sempre da dire molto sul fatto che nella relazione non succede niente. Dall'altra parte però quando la donna trova l'uomo giusto, scompare per sei mesi, in seguito ai quali si ripresenta (da non si sa dove) con gli occhi che le brillano e con cinque chili in più."

 

Oppure sulle mutandine:

"Perché priviamo il nostro sedere di qualche metro di stoffa in più? Ovviamente la ragione di questo è la convinzione femminile, duratura nel tempo e folle, che da un momento all'altro si troveranno di fronte ad una inattesa ispezione che esprimerà uno spietato giudizio sull'essere (o non essere) attraenti. Le donne portano delle microscopiche mutande convinte che siano sinonimo della femminilità. Mie signore! Quante volte avete fatto sesso del tutto inaspettato in una stanza piena di luce con un maestro delle pratiche erotiche che faticavate a soddisfare? Ecco, proprio così...  Sapete, quando si tratta di sesso, dovete sempre ricordarvi che i maschi sono degli esseri magnanimi. A loro non importa che cosa indossate sotto la gonna, una volta che vi spogliate, potete anche indossare un sacco della spazzatura, saranno eccitati lo stesso."

 

Ci sono altri capitoli fenomenali come sull'avere o non avere figli, sulla depilazione, mestruazione, reggiseni, perdita della verginità, crescita, maschi e aborti - e tutte queste tematiche sono trattate in modo provocatorio e ironico.

 

"Dobbiamo chiedere che ci venga restituita la parola ‘femminismo’. Quando leggo le statistiche in base alle quali soltanto il ventinove per cento delle americane e quaranta due percento delle donne britanniche si definiscono femministe di solito penso: Che cosa pensate, signore mie, cos'è il femminismo? Quale parte ‘lotta per i diritti delle donne’ non fa per voi? E' il diritto di voto? Il diritto di essere "proprietà" dell'uomo che avete sposato? Campagna per i stipendi paritari? La canzone di Madonna, Vogue? Jeans? Tutti questi fatti vi stavano antipatici? Oppure eravate semplicemente ubriache mentre tutto questo accadeva? Nonostante tutto, ultimamente sono più serena, ho visto che è quasi impossibile che una donna dubiti del femminismo. Se non ci fosse stato non potreste parlare del ruolo della donna nella società, sareste occupate a sfornare figli sul pavimento della cucina stringendo fra i denti un mestolo di legno per non fare rumore e non disturbare uomini che giocano a carte."

 

Sottoscrivo. E se anche dopo tutto questo non sapete se siete delle femministe eccovi un breve e veloce test: "Mettete la mano dentro le vostre mutandine.

 

a) Avete la vagina?
b) Volete usarla come mezzo di potere?

 

Se avete risposto affermativamente ad entrambe le domande, congratulazioni! Siete delle femministe."

 

Alla fine, confesso - questo non era un articolo, non era una recensione, questa era una spudorata lettera d'amore. Per il mio essere donna. E ora vado a vedere se Caitlin mi ha confermato l'amicizia su facebook.

 

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1 febbraio 2013 5 01 /02 /febbraio /2013 12:18

"Alcuni dovrebbero vivere una seconda volta come premio, altri come castigo" - Stanislaw Jerzy Lec

 

Dal momento in cui veniamo al mondo la nostra vita è fatta di un unica certezza: la morte. E' come giocare una partita a scacchi (in questo caso dall'esito scontato), qualsiasi mossa ci apprestiamo a fare, subiremo sempre uno scacco matto e perderemo la partita. Se siamo laici. Se credenti forse abbiamo una possibilità. Il corpo umano è sempre stato oggetto di accurati studi, dall'antichità. Agli inizi del Cinquecento, Leonardo da Vinci ha dedicato molto del suo lavoro all'anatomia, la quale anche prima di lui era un argomento presente ma privo di verifiche sperimentali.

 

Con la inevitabile evoluzione e progresso umano, gli studi sono diventati più complessi; hanno cominciato a parlarci della presenza di un'anima, del nostro corpo astrale. Ci hanno mostrato la nostra complessità e hanno collegato l'esterno con l'interno. E' risaputa la filosofia orientale secondo la quale le malattie fisiche sono delle manifestazioni dei malesseri interni. Tutte queste nozioni sono facilmente recuperabili, nei libri. A parte i medici, che conoscono il corpo umano, quanti di noi possono realmente dire di conoscere la propria anatomia? Ci piace tanto parlare dei cuori e a volte usiamo il termine "spezzato" oppure "infranto", ma che forma ha il nostro cuore, quali sono le sue reali dimensioni?

 

Nel 1977 fu inventata una straordinaria tecnica per permetterci di guardarci dentro (nel vero senso della parola). Essa si chiama: plastinazione ed è stata inventata, in seguito brevettata da un medico tedesco, Gunther Von Hagens. La plastinazione è una tecnica che permette ai corpi dei defunti di essere conservati. Per perfezionare questo lavoro ci sono voluti moltissimi anni e altrettante ore. Nel 1995 Von Hagens ha deciso di esporre il suo lavoro al pubblico, scegliendo come pioniere, quello giapponese. Da allora la mostra è sempre stata oggetto di innumerevoli polemiche (soprattutto da parte della chiesa cattolica) ma anche di grandi riconoscimenti. Alcuni hanno pubblicamente mostrato la loro indignazione per una tale esposizione, definendo immorale guadagnare sui defunti. Altri hanno definito questo progetto un'occasione unica per conoscere e vedere l'interno del proprio corpo. Von Hagens, chiamato anche con il nome di "Dottor Morte" ha sempre ribadito come obiettivo dell'esposizione, la conoscenza, precisando anche il consenso dei donatori.

 

bodyworlds 

 

La donazione dei corpi a scopo scientifico non è una novità, è da tempo presente negli Stati Uniti dove firmando una liberatoria si acconsente di fare del proprio corpo un oggetto di studi. Eppure, in quel caso, le polemiche non ci sono state. La mostra del medico tedesco, intitolata "Korperwelten" o "Body Worlds" è per chi è affascinato dalla medicina, per i curiosi. Vivendo nella democrazia nessuno è costretto a vedere ciò che non desidera e ognuno è libero di frequentare posti che più gli appartengono. Basterebbe questo per evitare polemiche inutili.

 

I corpi che sono esposti nella sala milanese della "Fabbrica del Vapore" sono incentrati sul cuore e raffigurati nelle loro posizioni reali, mentre fanno tiro con l'arco, giocano a poker o si abbracciano. Le spiegazioni mediche sono costantemente presenti per spiegarci i movimenti dei muscoli, per esempio. Le parti del corpo invece prese singolarmente come i polmoni, cuore, cervello sono posti accanto a degli organi malati, per farci vedere la differenza, forse con lo scopo di amarci di più e rispettare maggiormente la macchina perfetta la quale è il nostro organismo. Il pubblico della capitale lombarda ha accolto con entusiasmo questo evento unico nel suo genere e al contrario di quanto si potrebbe pensare non è una esposizione che "impressiona", i corpi non sembrano neanche reali, piuttosto ricordano delle bambole private dei loro vestiti.

 

Un'occasione da non perdere. Per conoscere, vedere la fragilità dell'uomo e allo stesso tempo la sua impressionante potenza.

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26 settembre 2012 3 26 /09 /settembre /2012 15:20

“Everybody Needs Somebody to Love”. Era il 1964 e così cantava Solomon Burke. Nel corso dei secoli tante persone hanno parlato di amore, hanno cercato di definirlo, analizzarlo, raccontarlo, persino dipingerlo. Indipendentemente dal colore della nostra pelle o dal sesso, dalla nostra collocazione geografica e dal tempo storico in cui viviamo, sembra che tutti noi abbiamo una cosa in comune: trovare qualcuno che ci ami. Una volta trovato, l’amore diventa la nostra droga perfetta: euforica, narcotica, gradevolmente allucinante, ma dato che nessuno di noi è immortale anche il più forte dei sentimenti è destinato a finire. In un modo o nell’altro.

 

Cosa succede quando finisce un amore? Alcuni piangono, lentamente e dolorosamente. Altri dimenticano, velocemente e indolore. E i ricordi? Sono destinati anche essi a scomparire con tempo? Probabilmente quelli che tentano di dimenticare le loro relazioni passate faranno di tutto anche per dimenticare i ricordi. Forse perché non vogliono vedere il loro fallimento. O chissà, ognuno alla fine ha una propria visione del mondo. Poi ci sono quelli che non si sbarazzano mai di niente. Per anni tengono nelle loro cantine il proprio passato. Ordinatamente racchiuso negli scatoloni. Una sorta di museo personale delle emozioni.

 

A pensare di far tornare in vita i sentimenti sepolti nei sotterranei sono stati Olinka Vistica e Drazen Grubisic. Nel 2010 a Zagabria (Croazia) hanno fondato “Il museo dei cuori infranti”. Un’idea semplice, allo stesso tempo originale e persino educativa, nata dalla fine del loro amore. Lo scopo? Trasformare il dolore di una perdita tramite la creatività. Esporre gli oggetti raccontando il loro significato. In questi pochi anni dalla sua fondazione, il museo è stato sommerso dai cuori infranti, da tanti destini, ora riuniti nella capitale croata. Gli oggetti arrivano quotidianamente da tutto il mondo, rigorosamente accompagnati dalla loro storia. Ed è proprio la storia il punto centrale intorno al quale è stato costruito questo innovativo e già più volte premiato museo.

 

Dal punto di vista emotivo l’intera esposizione è stata studiata nei minimi particolari. L’inizio di questo viaggio emozionale è affidato alla leggerezza delle relazioni, tipica degli inizi, quella ludica. La stanza che ci accoglie ci fa sorridere così come le sue storie. Anche se Kundera era fortemente convinto della leggerezza dell’essere, presto, il visitatore, senza alcun preavviso e senza alcun paracadute nei paraggi (come del resto succede anche nella vita) è costretto ad affrontare l’inevitabile aspetto delle relazioni umane ovvero la loro complessità. La giocosità lascia il posto alle frustrazioni, rabbia, gelosia, alla pesantezza. Improvvisamente ci troviamo in un ambiente oscuro in cui l’odio regna sovrano. Attraverso le parole e gli oggetti, veniamo messi di fronte all’aspetto tragico dell’amore, quello in cui i sentimenti negativi, i più incontrollati, portano alle morti violenti.

 

Diventiamo dei silenziosi osservatori delle vite degli altri e partecipiamo ai drammi umani, alle delusioni, ai destini, a volte crudeli. I muri, rigorosamente bianchi, che fanno da contenitore a tante storie, catturano la nostra attenzione portandoci a leggere i versi di Pessoa tratti dal suo “Libro dell’inquietudine”. Sono versi che si inseriscono perfettamente nel contesto da cui siamo circondati e destinati ad emozionarci ulteriormente.

 

Alla fine di questo straordinario percorso emozionale, mentre un vecchio giradischi suona le note di una musica jazz, raggiungiamo il confessionale e sotto una grande finestra illuminata dal sole troviamo un libro in cui le persone aprono i loro cuori e si raccontano. Sfogliandolo, ancora una volta ci rendiamo conto che nonostante le nostre diversità, una cosa ci accomuna; l’amore. A volte gli amori feriscono ed infrangono i nostri cuori ma come diceva Antoine Lavoisier nulla si distrugge, tutto si trasforma. Proprio come Olinka Vistica e Drazen Grubisix ci hanno insegnato, nel loro splendido museo.

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 15:54

Non ho cambiato il tema e passato alle ricette culinarie. Si tratta qui della mia cucina fisica, cioè della mobilia del locale dove si cucina e di solito anche mangia, tranne i casi dove porto il piatto nel soggiorno per godermelo mentre guardo la televisione. Allora, è andata così: mi sono alzato un sabato e mentre bevevo il caffè mattutino il mio occhio si è fermato sui pensili della cucina. C’era qualcosa di strano! Guardando meglio ho visto che il bordo non è parallelo con le piastrelle. Sono sceso in cantina e ho portato le scale. Mi sono arrampicato per vedere come stanno gli attacchi ed ovviamente là c’era il problema. L’attacchi stavano bene, ma è ceduto il supporto, cioè il cartongesso nel quale sono stati posti i fissaggi.

 

Stavo di merda perché questo significava il lavoro, togliere giù tutto, sistemare i buchi, lasciare qualche giorno che si asciughi tutto e rimontare gli elementi. Ma mia moglie stava da dio e le è venuta subito idea di non riparare niente, ma di comprare un cucina nuova. Questa già aveva più di dieci anni e sarebbe una cosa normale cambiarla, secondo lei, ovviamente. Mi è venuto anche qualche dubbio che lei si è appesa un po’ sugli elementi per aiutarli a cedere. Ma la soluzione femminile aveva anche un vantaggio; non dovevo fare quasi niente, tranne togliere i pensili perché erano pericolanti. Detto, fatto. Mezz’oretta per togliere tutto, altra mezz’oretta per portare tutto in discarica e la faccenda era finita, per quel giorno.

 

Già il giorno dopo bisognava iniziare cercare una nuova cucina. Meno male, si è mostrata un po’ indipendente nel fare una ricerca da sola e la conclusione era che bisogna andare a Mobili Veneti per fare la compera. Ma perché no l’Ikea (ci sono anche dei buoni dolcetti là)? Costa almeno 3 volte in meno. Una questione di qualità, di design e di non so cos’altro e alla fine ha vinto lei, per cambiare un po’. Qualche giorno dopo ho staccato l’assegno con la caparra e adesso bisogna aspettare soltanto due mese per averla. Il fatto gli svedesi sono molto più veloce non era accettato come un argomento valido. Storia chiusa.

 

Ma figuriamoci! Prima che arrivino i mobili occorre imbiancare la cucina. La mia osservazione che tale lavoro abbiamo fatto anno scorso non era ritenuta valida; alla fine il colore esistente non si abbinerebbe con la tonalità nuova. Ma non mi devo preoccupare, ci pensa lei a tutto, cioè a scegliere e comprare la vernice, io dovrò soltanto dare una mano per imbiancare. Va bene, con l’aiuto di qualche birra era già sicuro di sopravvivere. E’ arrivato sabato scorso e ci siamo dati da fare. Quando ho visto il colore sono rimasto senza parole: un rosso messicano, scuretto. La cosa peggiore che anche il corridoio doveva essere imbiancato (me è venuto di dire inrossato) con la stessa tonalità. Domenica sera abbiamo ultimato lavori (nel negozio sotto casa sono rimasti sforniti di birra) e adesso, ogni volta quando varco la porta della casa lascio un grido, accecato del calore dell1 tinta. Mi sembra di entrare in un casino o in un locale notturne con le donnine ed aspetto di essere avvicinato con un offerta delle prestazioni sessuali.

 

Ma non finisce qui, i miei guai continueranno fino all’arrivo della maledetta cucina. Nel frattempo, la mia cara mogliettina ha conclusa che vale la pena sistemare anche le piastrelle del pavimento: sono vecchie e mal posate. Quest’ultimo è vero, devo ammetter, ma non mi sembra una ragione sufficiente per spaccare tutto e buttare altri soldi. Tra l’altro, le piastrelle sono sempre sporche e le irregolarità non si vedono più di tanto.

 

E con questo articolo, del tutto fuori tema e fuori idea iniziale, dichiaro umilmente il fallimento del mio piccolo progettino blogistico. Visto che non riesco a sistemare le cose a casa mia, figuriamoci sulle mie capacità di migliorare l’Italia. Perciò mi rimane soltanto ad esclamare: forza Beppe! Forse tu riuscirai a portarci fuori dalla cacca, anche se sono un po’ perplesso a proposito. Dicono che tu sei un voto di protesta e che sia così. Io protesto, voglio la mia vecchia cucina e indietro anche tutti i soldi che ho speso e che dovrò ancora spendere per quella nuova.

 

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