Wednesday 15 february 2012 3 15 /02 /Feb /2012 15:15

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Ultimamente sto peggiorando brutalmente. Non soltanto che sono diventato volgare ma inizio anche offendere la gente. Ci vuole una precisazione qui: soltanto quelli che pubblicamente e spudoratamente offendono gli altri. Perché se lo meritano. Il titolo è un’abbreviazione è significa Pezzo D’Asino, la battuta spesso usata dai conduttori del canale televisivo dedicato a poker. Ed è riferito ad Adriano Celentano,  un vero pezzo di merda che gira in TV e mi fa innervosire. Ieri sera era la prima serata di Sanremo e dopo le prime sei canzoni si è presentato lui, in veste di un intrattenitore. 45 minuti di idiozie ed ipocrisie. Sono andato in tilt, diventato nervoso come una rana (?!) ma non riuscivo a staccarmi dallo schermo per il semplice fatto che non credevo ai miei occhi e che ogni momento aspettavo che uscisse fuori qualcuno per scusarsi per questo errore tecnico.

 

Ma figuriamoci, quello continuava a dire le idiozie e quello che faceva cagare ancora di più è il fatto che il pubblico ogni tanto applaudiva (forse sollecitati dagli applauditori pagati). Ha iniziato contestando i preti che non parlano abbastanza di Paradiso. Caro Adriano (questo caro è da intendere in modo offensivo) il Paradiso non esiste, come non esiste nemmeno Dio. E’ una frottola che ti hanno venduto da piccolino, ma tu ci caschi anche oggi con la tua età avanzata perché il tuo cervellino non riesce a capire l’inganno. E è un inganno, come te. Capisco che l’età avanza e che sei profondamente insoddisfatto  della propria vita, ma è un problema di testa Adriano, di megalomania. Molti, quelli un po’ più intelligenti di te, si sentirebbero appagati da una carriera del cantante di un certo livello. Ma tu sei uguale a quelli contro i quali sputi, i nostri politici, non ti basta mai.

 

Ha offeso sfacciatamente le persone con nome e cognome, i giornali e le istituzioni. Se ha inventato una scenetta davvero misera sulla sovranità popolare e contro quelli che hanno bocciato l’ultima proposta per un referendum, ma non si ha reso conto che ha offeso anche la nostra costituzione che non prevede certi tipi di referendum, giustamente. Sai cantare e limitati a fare questo, perché i tuoi sermoni sono stupidi ed infantili; tieniteli per te. Canta che ti passa.

 

 

Sanremo 2012

 

Ma se voglio esser obiettivo, la colpa non è di Celentano, anche se comunque quel idiota non sopporto più. Non ho capito che senso ha inserire un ora di un suo show di mierda (in spagnolo, suon ameno volgare e più simatico) in un festival della musica. Unico senso che mi viene è la mancanze delle idee e della creatività. Figuriamoci se quello si rifiutava di comunicare le sue stupidaggini a qualche milione di persone ed mettersi in tasca qualche centinaia di miglia di euro, tra l’altro dei contribuenti che pagano le tasse ed il canone RAI. Lo farei anche io, ma si vede che non sono un pezzo d’asino abbastanza grande. Basta. Quest’anno non guardo più questa penosa manifestazione.

 

Di italiamigliore
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Friday 23 december 2011 5 23 /12 /Dic /2011 12:40

Non mi ritengo una persona volgare, ma ogni tanto mi scappa, non la pipì 8anche quella, ovvio), ma qualche volgarità e se la metto nel titolo è grave. Sono passati 8 mesi da quando ho iniziato questo blog ed il mio ottimismo, riguardante la nostra cara patria, è hai minimi storici, come tra l’altro anche le borse europee. Abbiamo avuto i nostri salvatori, il governo tecnico, tanto voluto anche dal Presidente. Ci hanno riempiti la testa con tutto il pessimismo del mondo e ci hanno convinti che la barca sta per affondare. E adesso ci stanno salvando, chiedendoci tanti sacrifici. E noi, almeno molti, risultano anche contenti di stare peggio, perché evitano di stare ancora più peggio.

 

Ma voi siete convinti? Io no, per niente. Mi sembra che tutta questa offensiva, in buona parte mediatica, è servita soltanto per farci digerire le cose più facilmente, per evitare una protesta forte. Perché qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa è stato fatto da questo governo e che non poteva essere fatto da quello precedente. Forse le pensioni; là l’opposizione di Lega era troppo forte. Ed è unico punto che riesco a digerire (forse anche perché sono lontano dalla mia pensione e non ci penso molto). Ci sono i conti che non tornano e per farli tornare mettono, come di solito, le mani nelle mie tasche. Tagliare le spese, cioè gli sprechi – no! Toccare i loro stipendi e vitalizzi – no! Lo so che questi ultimi non sono tanti soldi per la cassa, ma esiste anche una questione del rispetto verso i propri elettori. Mi viene a vomitare quando vedo e sento parlare i nostri parlamentari; più ipocriti di così non si può.

 

Sanno tutti che la crisi attualmente in atto è dovuta alle speculazioni e dietro di queste stanno le banche. Ma noi scegliamo un banchiere per tirarci fuori dal fango dove ci hanno affondato i suoi simili. Diciamo che occorre ringiovanire la classe politica, ma il nuovo governo ha un’età media di 63 anni. Uno a quest’età è conservativo per definizione e non vuole cambiare niente in modo un po’ più radicale, ma qualche cambiamento radicale ci vuole.

 

Il mio ottimismo sta svanendo. Ci sono le feste questi giorni ma non si vedono molti sorrisi in giro. Il panettone non mi sembra così dolce come una volta. Ma al posto di uno, due bicchierini di spumante, me li faccio 3-4, per dimenticare (che bevo?), per non vedere come tutti gli altri. Mi sento offeso, perché scopro che la gente che voto e dieci volte peggio di me, e dovrebbe essere al contrario, dovrebbero esser più buoni, più capaci e specialmente più onesti di me. Con cavolo!

Di italiamigliore
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Wednesday 9 november 2011 3 09 /11 /Nov /2011 15:25

Ho recepito una certa agitazione ieri pomeriggio in ufficio. Avevo una cosa urgente da finire ed ero molto concentrato su quello che scrivevo; si trattava di un contratto sostanzioso ed era molto inopportuno sbagliare anche una parola, ma il mio subconscio registrava una tensione diffusa. Visto che almeno avevo capito che si trattava di una votazione in parlamento, quando sono arrivato a casa verso le 7 di sera, tutto spompato, ho acceso la TV e mi sono messo ha guardare i notiziari. Avevo capito perche quella bollitura generale nella ditta dove lavoro. Là sono tutti antiberlusconiani e aspettavano con l’impazienza di vedere se è stata giunta l’ora buona per vederlo andare via. Quando si inizia parlare della politica e del governo, là si sente un enorme potenziale di odio, di ostilità verso ancora attuale primo ministro. Tutta gente anche molto familiare, religiosa, di quella che regolarmente frequenta la chiesa di domenica, ma la malevolenza gli esce fuori da tutti i pori. L’odio è la cosa più brutta che ci sia e faccio fatica che la gente tanto religiosa può avere un sentimento negativo così forte verso uno che, alla fin fine, nemmeno conoscono e che non gli ha fatto niente di male, direttamente.

 

Io, per essere sincero, l’ho votato nelle ultime elezioni, non perché mi convinceva più di tanto, ma per il semplice motivo che non vedevo le alternative. Era un voto di quelli scelgo meno peggio. E quel meno peggio purtroppo non si è fatto vedere meglio. A me delle sue faccende personali, dei suoi festini e divertimenti con le ragazze, non me ne può fregar di meno, anche se ritengo che è uscito un po’ di decenza: ma non riusciva a farsele tenere per se queste cose. Il problema è che il governo non ha fatto quasi niente, era estremamente inerte, non reagiva alle problematiche più ovvie. Ed è questo che mi preoccupa adesso: lui se ne va, ma chi mi dice che il prossimo sarà meglio? Moltissimi sostenevano che il problema era la sua persona, ma io ci credo poco che il nostro paese è arrivato qui dove si trova, accanto ai paesi decisamente più poveri e meno importanti di noi. Pensandoci e analizzando le cose di oggi e quelle di ieri, sono sempre più convinto che il problema e nel nostro tessuto culturale. A un certo punto, dopo una storia abbastanza gloriosa, oppure ci hanno informato, cioè insegnato male nelle scuole, siamo entrati in un degrado profondo. Siamo ritenuti un simbolo dell’indisciplina in tutto il mondo, all’estero spesso ci danno, con una certa simpatia perché siamo ancora buoni ospiti, dei mafiosi, un altro brutto simbolo del nostro bel paese.

 

E la gente che ci guida è stata scelta da noi, eletta democraticamente. Sono dei nostri, non sono gli alieni che si sono introdotti nella nostra società per rovinarla. E adesso bisogna scegliere un altro leader! Chi? Un tecnico? Ma fattemi piacer; si sa che i governi tecnici sono perfetti per fare di tutto e di più, degli inciucci incredibili. Perché nessuno si preoccupa minimamente per le successive elezioni e nessuno si sente in colpa se si fanno delle cose non buone. Ma comunque ognuno che entra in un governo di genere chiederà la propria parte e visto che le richieste saranno molto diverse, si faranno di quelli compromessi all’italiana che faranno dei danni per i prossimi 100 anni.

 

Di italiamigliore
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Friday 26 august 2011 5 26 /08 /Ago /2011 11:37

Questi giorni c’è tanta carne al fuoco. Si cerca la soluzione dei problemi economici al livello mondiale e anche do noi non si scherza. Gli anni del mal governo ci hanno portato in una situazione non invidiabile alla quale occorre trovare un rimedio e ho tanti dubbi che si farà qualcosa di buono in così poco tempo. Avrei da criticare molte cose, ma la mia idea all’apertura di questo blog era di essere propositivo, di far vedere alcune cose che secondo la mia modesta opinione possono essere risolte in modo semplice. Una di queste è il problema dei precari, dei lavoratori che non hanno un posto fisso e che per questo fanno fatica ad inserirsi nella società.

 

Le proposte che si sentono ogni tanto, per esempio di incentivare le assunzioni degli interinali, non valgono niente. Sono le misure di una durata breve che a lungo termine non risolvono niente in quanto il problema è concettuale. Qui in Italia siamo molto legati al posto fisso. Questo è dovuto alla nostra cultura e alla nostra religione che impongono dei punti fissi nella vita, delle certezze e non ci danno dei strumenti spirituali e intellettuali per affrontare i cambiamenti nella vita e nella società. Un volta il nonno faceva il fabbro ed trasmetteva il mestiere al padre, che lo passava al figlio e questo insegnava i trucchi al nipote. Per centinaia di anni la società rimaneva molto statica e le generazioni nuove vivevano pressoché ugualmente come quelle precedenti.

 

Lo sviluppo della tecnologia negli ultimo 30, 50 anni è fortissimo ed il nostro modo di vivere cambia quotidianamente e radicalmente. Un personal computer è presente in tutte le case ed è molto più potente di quello che ha accompagnato i primi uomini sulla Luna, non tantissimi anni fa. Non ne parliamo dei cellulari che 40 anni fa, parliamo degli anni ’80 del secolo scorso, non si menzionavano nemmeno. Moltissimi mestieri diffusi nei secoli precedenti semplicemente sono spariti. La società è diventata molto dinamica. Non voglio entrare nel merito se questo è un bene o un male; ovvio che ci sono  pro e contro, ma questa introduzione mi serviva per dare un fondamento alla mia proposta. Visto che la società è dinamica occorre adattarsi allo sviluppo, al progresso.

 

Non possiamo chiuderci dentro i nostri confini e trascurare quello che succede nel mondo. La globalizzazione è un fatto e per poter partecipare nella corsa occorre essere pronti, flessibili e produttivi, se no ci sarà qualcun’altro che coglierà la panna dal latte. Se non hai le risorse umane adeguate, spesso è necessario trovarle sul mercato in quanto non c’è tempo per istruire quelle già a disposizione per i nuovi compiti. Se hai un picco di lavoro, una richiesta straordinaria, devi assumere più persone e quando il picco passa cosa fai con loro? Parlo ovviamente da un imprenditore, anche se in effetti non lo sono.

 

Proprio per risolvere questi problemi negli anni ’90 è stato introdotto il lavoro interinale che ha dato una mano all’economia (anche se non sembra) e all’occupazione. Eravamo sempre un fanalino di coda per quanto riguarda l’occupazione in Europa e non lo siamo più. Ma il lavoro interinale ha portato con se dei problemi, uno dei quali e l’impossibilità di fare un investimento nel futuro in quanto, per esempio, la banca non ti da il mutuo per la casa  perché anche quelli hanno i punti fissi nella testa: quando scade il tuo contratto chi mi garantisce che tu ritroverai un altro lavoro per poter restituirmi i soldi che ti ho prestato? Lavoro in una società che da dieci anni copre i picchi di lavoro con i precari: cambiano ogni 2 anni (ultimamente 3). Appena imparano qualcosa e raggiungono una certa professionalità li lasciano a casa e prendono altri. Il picco è molto lungo, ma sicuramente finisce e se li assumi cosa fai con loro dopo?

 

 

Nuova legge sul lavoro

Dobbiamo fare un passo avanti, economico, culturale, spirituale e naturale (adattamento ai nuovi tempi). Occorre fare una legge che stabilisca che da una certa data in poi tutti i nuovi assunti, a prescindere dall’età, saranno a tempo indeterminato ma anche licenziabili. Una stessa legge per i privati e per gli statali. Tutti quelli che hanno già un posto di lavoro fisso, rimangono fissi. Anche se sarebbe utile, sarebbe ovviamente impossibile estendere la legge a tutti color che si sono già acchiappati la propria poltrona. La legge stabilisce che il licenziamento può avvenire per un qualsiasi motivo, per esempio per l’insufficienza del lavoro, ma anche per l’inadeguato svolgimento dello stesso. Come oggi i dipendenti hanno l’obbligo di preavviso in funzione alla loro professionalità, la posizione e l’anzianità nella ditta, un concetto simile vallerebbe anche per gli imprenditori, per agevolare inserimento del licenziato in un'altra azienda.

 

Provo adesso ad analizzare pro e contro, contenti e scontenti, di questa legge.

 

 

Pro e contenti

Dal mio punto di vista una legge è buona se migliora la situazione globale nella società. Volevo specificare questo in quanto nelle varie discussioni ho avuto delle obiezioni tipo: “non è giusto perché se io non fossi simpatico al mio capo, mi potrebbe licenziare”. Non è escluso che ci sarebbero dei comportamenti simili, ma il capo se licenzia uno deve assumere un altro per svolgere il compito di quello antipatico e così il numero degli occupati rimane almeno invariato.

 

Sicuramente una legge del genere non aumenterebbe la disoccupazione, al contrario, molto probabilmente la diminuirebbe in quanto darebbe più liberta agli imprenditori di gestire le risorse umane. Questo è assolutamente positivo al livello globale. Tutti neoassunti sarebbero nella stessa condizione, cioè con un contratto a tempo indeterminato e questo gli agevolerebbe nei casi dovessero chiedere, per esempio, un mutuo. Le banche in questo caso potrebbero anche fare furbe e non dare i mutui, ma nel tempo tutti i dipendenti avrebbero lo stesso contratto e banche sarebbero costrette ad adattarsi alla situazione o in alternativa rinunciare ai grandi profitti che raccolgono da quest’attività e questo sicuramente non succederebbe.

 

Avendo la spada del licenziamento sulla testa, i dipendenti sarebbero molto più dedicati al loro lavoro e ci si aprirebbe alla concorrenza. Ho paura che questo suona molto male per molti di voi che leggete queste righe, ma nei tanti anni che lavoro ho visto dei comportamenti disdicevoli dei dipendenti che si rifiutavano di fare i propri doveri oppure gli facevano nei tempi lunghissimo ripetendo la frase “Comunque non mi può licenziare”, e questo non è corretto. Perché io devo pagare tutti quelli che sono seduti negli uffici e che non fanno niente, ma lo stipendio se lo prendono volentieri.

 

Gli imprenditori sarebbero contentissimi in quanto meglio di così non possono chiedere. Visto un gran favore che avrebbero avuto, si possono anche chiedere le migliori condizioni per i nuovi assunti che compenserebbero la loro licenziabilità.

 

 

Contro e scontenti

Ci sarebbe una categoria scontenta, le agenzie interinali che perderebbero una bella fetta di lavoro e sarebbero costrette a inventarsi qualcos’altro o a chiudere. Visto che loro sono intermediari e intermediazione aumenta i costi, in effetti la loro scomparsa dalla scena sarebbe positiva per la globalità dell’economia nazionale.

 

Dei contro io sinceramente non li vedo, tranne la necessità di cambiare la testa, di dover essere più flessibili e dinamici. Con una legge del genere ci si metterebbe alla pari con gli Stati Uniti e si sa che loro sono la potenza numero una del mondo anche per il fatto di essere molto flessibili e pratici.

 

Di italiamigliore - Pubblicato in : Politica
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Wednesday 15 june 2011 3 15 /06 /Giu /2011 11:31

Mi ritengo di natura un ottimista, ma ho sentito di qualcuno una definizione un po’ sconvolgente che dice che l’ottimista è semplicemente un pessimista mal informato e l’informazione nel nostro paese aiuta il concetto. Ultimamente le cose dal mio punto di vista stano precipitando verso una direzione che non si sa dove ci porterà. Si sono susseguiti gli eventi che non mi piacciono per niente e che mi fanno vedere le cose in nero, o forse sarebbe meglio dire in rosso, quello molto rosso che non gradisco. Gli avvenimenti sono iniziati con le elezioni amministrative nelle quali ci sono due episodi molto forti: i ballottaggi per l’elezione dei sindaci di Milano e di Napoli.

 

Sindaci

Guardo la televisione e non ci posso credere che Milano abbia votato un comunista come sindaco, uno che sta con Vendola. Tanta felicità sui volti dei Milanesi che non so quanto sono veri Milanesi. Tante parole effervescenti e scomposte, pronunciate dal cuore e non dal cervello. Sembra ovvio che la Moratti gli stava sul coso, non riesco a capire esattamente perché, ma da qui a votare uno come Pisapia ci vuole un cervello proprio staccato, in standby totale. Non credo che quelli che l’hanno votato hanno letto il suo programma elettorale, se no non pronuncerebbero la parola “liberta” durante i festeggiamenti. Perché tutte le parole possono avere i doppi sensi.

 

Capisco un po’ meglio i Napoletani che probabilmente hanno votato un ex magistrato sperando che quello mette un po’ di ordine, giudiziario ovviamente, nel caos cittadino, nella corruzione estesa nei porri della città. Ma un magistrato entrato nella politica, come anche il suo capo, non mi garba per niente e mi porta i pensieri verso le dittature e populismi che sono i cancri della democrazia.

 

E’ in tutta questa vicenda mi ha “conquistato” Bersani che ha gridava “vittoria”, ma sotto, sotto si vedeva che anche lui ha capito che non è una vittoria del PD, ma della sinistra estrema e populista che, spero, non riuscirà mai mettersi d’accordo con quelli moderati, di sinistra o di destra, ai quali appartengo anche io.

 

Santoro

Il tizio non mi è mai piaciuto, prima di tutto perché in una televisione pubblica secondo il mio modesto parere non possono starci dei giornalisti faziosi, e lui è il sinonimo per questo termine. Non ho mai capito perché alcuni dicevano che sia bravo; ma dove sta la sua bravura. Io ho visto una sola, che non gradisco, incendiare le discussioni, provocare le risse, alzare la voce e litigare. E se a gente questo piace, salgono gli ascolti, ma diminuisce livello di tolleranza nel paese e si perde ogni voglia di parlare con gli argomenti – funziona molto meglio mandare l’avversario in quel paese. E si permette di autocandidarsi per fare il direttore generale della RAI: no grazie!

 

 

Referendum

Ma quante idiozie sono state dette intorno ai quesiti posti davanti agli elettori e quante furbizie sono state messe in atto per raggirare il popolo sovrano. La più bella era quella di Celentano, che si è esibito indecentemente anche qualche sera prima da Santoro, che ha detto più o meno, che gli Italiani hanno fatto vedere ancora una volta che son più intelligenti e più avanti rispetto agli altri popoli. Ma mi chiedo perché dobbiamo sempre offendere gli altri, perché spesso i politici citano negativamente gli altri paesi. “Ma noi non siamo in Bulgaria…” Ma cosa ti fa pensare che tu sei meglio di un Bulgaro. Già il fatto che hai detto questo mostra che almeno sei meno educato di lui, cioè Bulgaro. Tornando a Celentano, rilevo lo stesso motivo che ha Berlusconi: sono ricco, sono famoso, ma mi manca l’immortalità, cioè devo rimanere nella storia per le altre generazioni. Ma sparare delle cose insensate non aiuta questa impresa.

Di italiamigliore
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